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Cartelli nelle vetrine di Canelli:
«Basta deiezioni in giro»

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Articolo pubblicato il 05/03/2016 alle ore 10:00.
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Cartelli nelle vetrine di Canelli:«Basta deiezioni in giro»
In burocratese si definiscono deiezioni. Comunemente classificate come “cacchine”. Sotto le scarpe sono quei puzzolenti resti di bisognini che costellano viali alberati e aree pedonali. Lasciati a ricordo dai cagnolini nelle uscite mattutine al guinzaglio del padrone. Che, insonnolito, s’è dimenticato paletta e sacchetto, attrezzi indispensabili per raccattare il “ricordino”. “Deiezioni” sulle vetrine, all’angolo del portoncino d’ingresso del negozio o sulle serrande; ed è polemica. Inusuale, curiosa, un po’ naif e dal sentore vagamente poetico, ma efficace. Stanchi di trovarsi i “bisognini” lungo il perimetro vetrato dell’esercizio commerciale, i titolari hanno vergato un avviso agli “sbadati del bisognino”. Utilizzando come attore il cagnolino stesso che, e questa è la novità, rimbrotta il padrone.

Il primo è comparso in via Roma pochi giorni fa. Ritrae un beagle con le orecchie basse e l’espressione sfiduciata che, tristemente, ricorda al padrone “Non farmi fare brutta figura: raccoglila tu” accanto alla classica “deiezione” sormontata da un segnale di divieto. Via Roma, in verità, pare essere entrata nelle grazie dei possessori di cani, che la utilizzano per le passeggiatine rinfrancanti. Lo si deduce dalle abbondanti secrezioni intestine lasciate sui marciapiedi, tra gli stalli dei parcheggi, agli angoli dei palazzi. Malvezzo denunciato un po’ dappertutto, soprattutto dagli esercenti che, ogni mattina, prima di aprire  bottega devono pulire la soglia da quel che il cagnolino ha lasciato.

Cruccio ben noto all’amministrazione comunale che, un anno fa, emise un’ordinanza a firma del sindaco Marco Gabusi per limitare il fenomeno. I possessori di cani, oltre a condurre gli animali a guinzaglio e per quelli particolarmente aggressivi o di grossa taglia essere muniti di museruola, devono «adottare idonei accorgimenti» affinchè non venga sporcato «il suolo pubblico». In più è loro vietato l’ingresso «nelle aree destinate ai giochi dei bambini, giardini pubblici e aree verdi pubbliche» così come lasciare liberi o incustoditi «cani sul territorio comunale, in aree pubbliche soprattutto se affollate» Abbandonare escrementi «su strade, marciapiedi, parchi e giardini, arredi urbani, aiuole, spazi prospicenti a esercizi commerciali, accessi alle sedi pubbliche, civili e abitazioni in generale» non deve essere fatto. I padroni dei cani dovranno essere dotati, nel loro passeggio quotidiano, «di apposita attrezzatura (paletta, pinza o altro mezzo similare adatto allo scopo nonché involucri o sacchetti impermeabili)» per raccogliere il bisognino. Per i trasgressori, pizzicati in flagrante dagli uomini del Comando della Polizia Municipale, le sanzioni vanno da 25 a 250 euro oltre a quanto stabilito dalle legge in materia.

Giovanni Vassallo

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