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Cardiologia, bloccato il concorso
Il primario resta precario

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Articolo pubblicato il 12/09/2014 alle ore 07:00.
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Una delle sale di intervento alla cardiologia astigiana
Nella già lunga lista di mestieri precari, entra di diritto anche quello di primario. Già, perchè un’interrogazione di Davide Bono, consigliere del Movimento 5 Stelle in Regione, ha sollevato il velo su una situazione che ha quasi del grottesco, ovvero il blocco delle nomine dei primari in Piemonte. A tutt’oggi sono 150, su tutto il territorio regionale, i reparti retti da facenti funzioni non “strutturati”. Nel solo ospedale di Asti, questa situazione precaria riguarda i reparti di Cardiologia, Ortopedia, Medicina di Nizza, Centro Trasfusionale, Nefrologia e una Divisione di Veterinaria.

Da molti anni, ormai, le giunte che si sono susseguite hanno bloccato a singhiozzo le nomine, rallentando così il processo dei concorsi per le assegnazioni dei posti vacanti che, nel frattempo, sono aumentati di numero. Per cominciare ad ovviare a questa stranezza tutta piemontese, in cui i vertici sanitari di reparto hanno solo un incarico di facente funzione, l’Asl di Asti, approfittando di una delibera della Regione che, ad aprile, consentiva in determinate situazioni di iniziare le procedure per il conferimento di incarichi dopo relazione dettagliata all’assessorato, aveva chiesto di poter indire il concorso per il primariato di Cardiologia.

Il perchè della scelta di Cardiologia rispetto ad altri reparti la spiega il direttore generale Valter Galante: «Dovendo agire per priorità, abbiamo deciso di cominciare con il reparto che, insieme all’ostetricia, ha la maggior percentuale di “mobilità attiva”, ovvero quello che, grazie alla sua eccellenza, attira pazienti da tutti Italia». Trascorso il periodo di silenzio-assenso, l’Asl ha bandito ai primi di luglio il concorso, pubblicato on line il 20 agosto. A quel punto è intervenuto Davide Bono con un’interrogazione all’assessore Saitta per sapere se l’indizione del concorso astigiano fosse legittimo, visto che la stessa giunta regionale, il 4 agosto, ha deliberato un nuovo blocco sui concorsi.

«E’ evidente -ha detto Saitta- che, essendo entrata in vigore la delibera della Giunta regionale, l’Asl di Asti non può procedere nè alla selezione collegata a quel bando, nè al conferimento dell’incarico. Formalmente non ha commesso alcun atto illegittimo (rispondendo così a Bono n.d.r.) essendo il bando stato bandito prima della delibera. Un atto legittimo -conclude l’assessore - forse poco tempestivo». E così, dopo quattro anni e mezzo di ottima “reggenza” da parte del dottor Marco Scaglione di uno dei fiori all’occhiello della sanità piemontese, non solo astigiana, la Cardiologia continua a non poter contare su un primario strutturato e come ultimo dirigente regolare risulta il professor Fiorenzo Gaita.

«Auspico che lo sblocco delle nomine arrivi presto -commenta la consigliera regionale Angela Motta - perchè per funzionare bene il nostro ospedale ha bisogno di certezze sui posti di responsabilità,  non solo al reparto Cardiologia che dopo tanti anni dovrà vedere risolta la sua situazione di precariato inconcepibile in una struttura così importante, ma anche in tutti gli altri reparti ancora privi di primari. Posso affermare -conclude la Motta - che la giunta Chiamparino, fatte salve le esigenze di bilancio, dopo una pausa di riflessione e approfondimento, intende liberare la sanità piemontese dai troppi vincoli in cui è stata costretta, anche cercando di uscire nel 2015 dal piano di rientro».

Daniela Peira

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