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Caramelle Rossana verso nuovi mercati

Per capire come cambierà l’attività e quali sono i progetti futuri dell’azienda abbiamo intervistato Eugenio Pinci, che è socio, presidente e amministratore delegato di “Fida SpA”

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Articolo pubblicato il 10/07/2016 alle ore 05:00.
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Eugenio Pinci accanto ai campioni delle caramelle prodotti (foto Pletosu)

E’ ufficiale. Le caramelle Rossana – quelle rivestite con la carta rossa e dall’inconfondibile forma allungata – saranno prodotte nell’Astigiano. E, con loro, anche altre “dolcezze” nate in Perugina quasi un secolo fa: Fondenti, Glacia, Fruttallegre, Lemoncella e Spicchi.

Lo scorso 30 giugno, infatti, è stata chiusa l’operazione in base a cui l’azienda dolciaria “Fida SpA” di Castagnole delle Lanze ha acquisito dal Gruppo Nestlé (che possiede la Perugina) il ramo d’azienda relativo alle caramelle. Tanto da poter aggiungere questi famosi marchi alla produzione già consolidata. L’azienda astigiana, infatti, è nata nel 1973, fondata dalla famiglia Albesano per realizzare morbide gelatine ai gusti di frutta con metodo artigianale. Sono nate così Le Bonelle Gelées, cui negli anni si sono aggiunti altri prodotti, arrivando ad un’ampia gamma di marchi che attualmente comprende anche Gocce, Tenerezza, Gnammy, Le Irresistibili, Charms e Sanagola (le ultime due – ovvero le prime caramelle in stick ad essere prodotte e distribuite in Italia - acquisite dal gruppo Leaf nel 2008).

Per capire come cambierà l’attività e quali sono i progetti futuri dell’azienda abbiamo intervistato Eugenio Pinci, che è socio, presidente e amministratore delegato di “Fida SpA”.

 

Quali effetti concreti avrà l’acquisizione di questo nuovo ramo d’azienda sull’attività di “Fida SpA”?

«Comporterà investimenti a livello produttivo e occupazionale. Nel senso che dovremo dotare lo stabilimento, che si estende su un’area di circa 20mila mq, di nuovi macchinari. E implementare il numero di addetti - che attualmente ammonta a 50 dipendenti, esclusi gli agenti commerciali - del 15% circa, soprattutto nell’ambito della produzione».

Nel 2015 avete registrato un fatturato pari a 15 milioni di euro, raggiungendo una quota del mercato totale delle caramelle familiari pari al 3,5%. Alla luce della nuova acquisizione come evolveranno nei prossimi anni questi due indicatori?

«Grazie a questo nuovo ramo, nei prossimi anni pensiamo di crescere a livello di fatturato e volumi del 40 - 50%».

Quali sono attualmente i vostri prodotti di punta?

«Finora a detenere il primato sono state le gelatine di frutta Le Bonelle Gelées, che assorbono il 60% del business, seguite dalle Gocce (pino e liquirizia) e dalle Tenerezza. In seguito all’acquisizione, avremo due brand forti, ovvero Le Bonelle e le Rossana, e altri importanti, sia tra quelli di nuova produzione sia tra quelli ormai consolidati».

In quale segmento di mercato vi concentrate?

«L’azienda ha cominciato producendo confezioni da vendere a grossisti e venditori ambulanti, per poi inserirsi nel mercato delle caramelle familiari (buste da almeno 60 g) e, con l’acquisizione di Charms e Sanagola, in quello dell’acquisto d’impulso (stick e astucci da 20 – 40 g). In futuro si apriranno le porte di un nuovo segmento, quello cosiddetto della ricorrenza. Mi riferisco alle confezioni regalo di caramelle che vengono prodotte in occasione delle feste, per esempio a Natale o per la Festa della mamma. Quest’anno non facciamo in tempo, essendo una produzione stagionale che va pianificata con diversi mesi d’anticipo, ma per il futuro lavoreremo anche in questo ambito».

Quali sono i vostri canali di vendita?

«Per il 75% siamo orientati alla grande distribuzione e per il resto ai canali tradizionali (tra cui bar, panetterie, venditori ambulanti)».

Vendete solo in Italia o anche all’estero?

«In gran parte (parlo dell’85%) ci rivolgiamo al mercato interno, per il resto vendiamo all’estero, soprattutto in Europa».

La recente acquisizione aprirà le porte a nuovi mercati?

«Sì. I marchi che abbiamo rilevato sono forti soprattutto negli Stati Uniti e in Costa Rica, mercati che sfrutteremo per introdurre anche gli altri nostri prodotti. Allo stesso modo, le porte dell’Europa si apriranno per i brand ex Nestlé».

Leggendo il profilo dell’azienda si nota che ha registrato un’importante crescita del fatturato a partire dal 2006. In questi anni di difficile congiuntura economica non avete mai attraversato periodi di crisi?

«No, mai. Anche perché il mercato delle caramelle è, per sua natura, in controtendenza e decisamente stabile dal punto di vista del consumatore. Ovvero, va particolarmente bene quando la situazione economica di un Paese non è delle più rosee. La gente ha bisogno di gratificarsi e acquista le caramelle, che costano poco. Al contrario, in periodi di crescita economica le vendite calano un po’. Ma trattandosi, come accennavo, di un mercato stabile, la flessione si attesta intorno al 2%».

A parte le peculiarità del mercato, quali sono i motivi del vostro successo?

«Nel 2006 l’azienda, a conduzione familiare, è stata rilevata da Credem Private equity con la mia partecipazione, dato che in quell’occasione sono diventato anche azionista di minoranza, oltre che ricoprire il ruolo di amministratore delegato. Successivamente ha attraversato un importante periodo di crescita di fatturato e redditività - anche per mezzo di alcune acquisizioni - grazie ad importanti decisioni prese con l’attuale management, introducendo metodi, processi e procedure che hanno dato i loro frutti. Tanto che il fatturato è raddoppiato tra il 2007 e il 2014».

Attualmente chi è l’azionista di maggioranza?

«Nel 2014 la maggioranza del capitale è stata acquisita dagli attuali azionisti Fabio e Maurizio Balconi, imprenditori appartenenti ad una nota famiglia attiva da generazioni nel settore dolciario, che nel 2015 sono usciti definitivamente dall’azienda di famiglia».

 

Elisa Ferrando

 

Tags: caramelle rossana

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