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Canelli, commercianti
delusi dai saldi invernali

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Articolo pubblicato il 19/01/2016 alle ore 16:00.
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Canelli, commerciantidelusi dai saldi invernali
Flop dei saldi invernali, almeno per il momento. A Canelli gli sconti di fine stagione non fanno decollare le vendite, in linea con quanto avviene a livello nazionale secondo Federdistribuzione. L'associazione che rappresenta la grande distribuzione organizzata in Italia denuncia infatti come dopo 11 giorni di promozioni si sia assistito a una contrazione degli acquisti dello 0,4% rispetto all'anno precedente. A soffrire sono, però, non solo le grandi catene ma anche i piccoli negozi della provincia, Canelli inclusa. «Stando a quanto ci riferiscono i nostri associati – spiegano dall'Ascom canellese - le vendite qui da noi sono andate bene sotto Natale e fino alla fine dell'anno ma ora i clienti cominciano a scarseggiare. Certo, è necessario fare un distinguo tra tipologie di negozio ma in linea di massima la stagione dei saldi non è partita con l'entusiasmo di sempre».

Colpa dell'inizio, troppo anticipato, secondo alcuni addetti ai lavori. Quest'anno la corsa allo sconto è partita il 5 gennaio, una data che per molti negozianti rasenta il ridicolo. «Un tempo i saldi partivano a febbraio e ad agosto ed erano davvero di fine stagione. Oggi vengono proposti sempre più in anticipo costringendoci a proporre articoli per la nuova stagione in saldo. E ciò nonostante, fatichiamo comunque a lavorare» lamenta Grazia Garrone, titolare di un negozio di calzature e per molti anni portavoce dell'Associazione commercianti canellesi. «Dicembre è andato abbastanza bene e ho chiuso il mese in pari con quanto fatturato l'anno precedente ma per gennaio non sarà così –- continua la Garrone - Non sembra neppure periodo di saldi. Di solito i primi quindici giorni i negozi erano presi d'assalto, quest'anno la situazione è davvero deprimente».

Un calo delle vendite che però non sembra da imputare completamente alla crisi economica. Per molti negozianti il problema sta nei propri concittadini, attirati dalle vetrine dei centri commerciali di Alba, Torino o Mondovì. «I soldi ci sono ma non li spendono qui. Ormai c'è la moda della grande distribuzione che crea l'illusione di acquistare a prezzi scontatissimi prodotti di marca e non – spiega ancora la Garrone - Con il rischio però di incappare in vere e proprie truffe. Difficile invece subire raggiri dal negozio sotto casa, dal negoziante di fiducia che ti conosce e che senza problemi è disposto a cambiare la merce nel caso non andasse bene. Sarebbe bello che la gente tornasse ad avere fiducia nel negozio di quartiere soprattutto se qui si può trovare lo stesso prodotto del centro commerciale».

Indubbio il fatto, che a rendere così allettante la grande distribuzione sia l'idea di poter trascorrere un pomeriggio diverso tra vetrine e curiosità. «Capisco che la gente sia sempre in cerca di curiosità da vedere e che il centro di Canelli non offra molte attrattive se non è in corso una manifestazione. Ma se muore il commercio muore l'intera città» conclude la Garrone.

Lucia Pignari

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