Cronaca
Moncalvo e nord

Cane salvato da una trappola dei bracconieri

Raccolto e curato dal dottor Paolo Conti, veterinario di Moncalvo, si sta lentamente riprendendo. Vittime anche altri due cani

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Articolo pubblicato il 06/05/2016 alle ore 12:02.
Il cane raccolto dalle guardie zoofile dopo il grave ferimento
Il cane raccolto dalle guardie zoofile dopo il grave ferimento

E’ gravemente ferito, ma è stato medicato a dovere, ora è ospite di una volontaria dell’Enpa e anche se la convalescenza sarà lunga, ha buone speranze di farcela. Ma se l’è vista brutta il cane che nei giorni scorsi è riuscito a liberarsi da una delle tante trappole che vengono tese dai bracconieri per catturare lepri, volpi e, a volte, anche piccoli esemplari di cinghiali. E’ accaduto nei pressi di Migliandolo dove tre cani semirandagi sono rimasti vittima dei lacci maledetti.

I tre, pur non appartenendo a nessun proprietario, erano accuditi da una signora del paese e da una volontaria dell’Enpa che portava loro da mangiare. «Prima ne è sparito uno - racconta Claudio Cherminisi caponucleo di guardie zoofile Enpa - poi un altro e non sono più tornati. All’improvviso è sparito anche il terzo, tutto nel giro di pochi giorni. L’ultimo cane, però, è poi tornato dopo tre giorni in condizioni quasi disperate con il laccio in filo d’acciaio ancora stretto in corpo. Probabilmente si è dimenato e ha provato a rosicchiare il nodo finchè è riuscito ad allentarlo e a liberarsi, ma il filo lo ha raggiunto fin negli organi interni».

Raccolto e curato dal dottor Paolo Conti, veterinario di Moncalvo, si sta lentamente riprendendo. «Purtroppo di queste trappole ne abbiamo già rinvenute a Montemarzo, Villa San Secondo e l’anno scorso a Portacomaro, qui vicino. Sono illegali e vengono sistemate dai bracconieri per cacciare lepri e volpi». Un modo crudele di catturare ed uccidere gli animali selvatici e domestici che possono finire nelle trappole. «Vengono fatte artigianalmente con un filo di acciaio e vengono ancorate a qualche albero - prosegue Cherminisi - intorno vengono mascherate con fogli e rami e i bracconieri creano una specie di “passaggio obbligato” nel quale si infilano gli animali». I volontari hanno affisso volantini per tutta Portacomaro per mettere sull’avviso tutti, sia i proprietari di animali che chi dovesse avventurarsi in passeggiate nel bosco.

Daniela Peira

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