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Bufera su Atc Alessandria: bis del “caso Santoro”?

I fatti risalgono al periodo precedente la fusione con Asti e Cuneo

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Articolo pubblicato il 18/05/2016 alle ore 10:52.
Bufera su Atc Alessandria: bis del “caso Santoro”? 3
La sede dell'Atc di Alessandria

Dopo Asti, è l’Atc di Alessandria a finire nella bufera con una questione che sembra la fotocopia del “caso Santoro”. Nel pomeriggio di ieri, martedì, si è tenuto ad Alessandria un incontro con la stampa per spiegare le ragioni della sospensione cautelativa dal suo incarico del dirigente ed ex direttore dell’Atc alessandrina Riccardo Sansebastiano. Una sospensione che, ancora una volta, affonda le sue motivazioni in un ammanco dalle casse dell’Atc, proprio come accadde per Santoro (che si dimise) in riferimento alle anomalie sui conti dell’Atc astigiana.

Per Santoro, il “saldo finale” dell’ammanco aveva sfiorato i 9 milioni di euro in dieci anni, in questo caso, a carico di Sansebastiano viene chiesto di spiegare che fine hanno fatto 1,8 milioni di euro dei quali lui aveva autorizzato il pagamento quando rivestiva il ruolo di direttore. Una cifra che rappresenta il totale di tre fatture pagate negli anni 2006 e 2008, secondo i primi accertamenti, ad un’impresa edile che però avrebbe smentito di aver incassato e che sarebbe titolare di un conto corrente diverso da quello sul quale sono stati fatti i pagamenti.

E allora, dove sono finiti questi quasi 2 milioni di euro? Accanto alla sospensione di Sansebastiano, che dopo la fusione con le altre due Atc del Piemonte Sud ricopriva l’incarico di dirigente dell’area tecnica, sono stati avviati due esposti, uno alla Procura della Repubblica di Alessandria e l’altro alla Procura della Corte dei Conti di Torino, la stessa, quest’ultima, che si era occupata di passare al vaglio le responsabilità contabili degli altri ex amministratori astigiani che erano in carica durante il periodo in cui Santoro sottraeva denaro alle casse Atc.

Ad accorgersi delle irregolarità nei conti è stata una società esterna cui il nuovo cda dell’Atc “accorpata” (della quale fanno parte anche Asti e Alessandria) aveva affidato l’incarico di una revisione contabile.

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