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Bucefalo: «Ho sempre corso
con l’obiettivo di vincere»

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Articolo pubblicato il 18/09/2014 alle ore 07:00.
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Bucefalo festeggia il Palio 2012 in piazza
La splendida ed intrigante serata organizzata dal Panathlon ha portato ad Asti Maurizio Farnetani, fantino che in carriera si è imposto per ben otto volte nel nostro Palio. Un record inavvicinabile quello detenuto da "Bucefalo", questo il suo soprannome, che nell'occasione ha "panoramicato" sulle sue precedenti apparizioni in piazza Alfieri senza tralasciare qualche puntatina senese. Circostanza propizia per rivolgergli alcune domande, alla vigilia della sua ventottesima presenza consecutiva in piazza Alfieri. Va puntualizzato però che "Bucefalo" ha corso ventinove volte da noi, avendo esordito nel 1987 quando ancora la corsa si disputava nella piazza sottostante.

Allora "vecchio", dopo la parentesi tanarina sei tornato a San Martino San Rocco...
«Tanto pè comincià, vecchio sarai tu.... Non è andata bene l'anno scorso. Non mi ha detto bene nulla. Mi pareva quasi di essere un osservato speciale. Mi è dispiaciuto molto perchè a Tanaro avevo vinto un Palio nel ‘90 e il mio sogno era quello di fare il bis. Ora torno a San Martino San Rocco. Ho rivisto un po' di gente del Comitato durante e dopo la bella serata a cui sono stato invitato e devo dire che il clima mi è sembrato quello giusto. Tutti belli carichi, come piace a me».

Persone che conosci bene.
«Si, persone che conosco bene e che mi vogliono bene. Mi fanno sentire a casa. Infatti io lascio casa mia per venire a casa mia. Lascio Farneta per venire a San Rocco. Non cambia nulla».

Troverai un altro Rettore...
«Si, ora al posto di Franca c'è Daniele ma è tutto uguale a due anni fa. Intorno a me ritrovo le stesse facce, l'identica fiducia che io dovrò ricambiare correndo un grande Palio».

Gli anni sembrano non pesarti, le motivazioni non ti mancano.
«Ringrazio Dio per avermi fatto così tosto. Fisicamente sto bene, sono pronto. La carta d'identità non so neppure che cosa sia, anzi no, devo ricordare di portarmela dietro. Scherzi a parte, io non corro molto durante l'anno, punto sempre tutto su Asti»

Non sarà una "girata" la tua, avrai un obiettivo ben preciso da raggiungere.
«Io "girate" un ne fo, salgo ad Asti sempre per vincere. Non ho mai preso in considerazione l'ipotesi di una partecipazione secondaria. E' difficile primeggiare, certo, e quest'anno per tanti motivi lo sarà ancora di più, ma io non ho paura e sono conscio dei miei mezzi»

Il tuo bilancio degli ultimi anni sette anni ad Asti recita: sei eliminazioni in batteria e un Palio vinto.
«Nun m'importa nulla dei bilanci. Non sono un ragioniere. Importa invece guardare avanti e presentarsi al meglio al Palio che verrà. Ora, guarda caso, ce n'è uno proprio dietro l'angolo e sai che ti dico? Vedrai che il bilancio lo ritoccherò in positivo».

Sembri molto sicuro, del cavallo che puoi dirmi?
«Un bel soggetto, non c'è che dire. Esperto, pronto, un esemplare che fin dalla prima volta che mi ci sono seduto in groppa mi ha coinvolto completamente. L'ho voluto fortemente, perchè credo di cavarci il meglio. E se ce la farò beh... ci sarà da ridere».

Sei scaramantico al punto che hai chiesto ad una persona di tirarti fuori dalla bacheca (Maurizio la chiama vetrina) la casacca con cui trionfasti nel 2012. Per indossarla anche quest'anno...
«Si, e non va lavata, non bisogna far nulla. La indosserò così com'è. E' come se non l'avessi mai "cavata". Ripartirò da dove avevo interrotto...»

Avrai avversari forti, tutti i migliori senesi.
«A Siena dopo il ‘97 non ho più potuto correre. Ho finito la mia carriera diciassette anni fa in quella piazza, dove vinsi anche un Palio (Aquila, agosto 1988, n.d.r.). Poi mi sono concentrato quasi esclusivamente su Asti, dove credo di aver dimostrato qualcosa. La pista mi è sempre piaciuta, in origine il "cavallone" faceva paura, ma nel tempo l'hanno arrotondato e ora si gira anche lì».

Guardando al Palio ormai imminente che cosa temi maggiormente?
«Se non verranno fuori situazioni particolari io non ho paura di nessuno. Sono gli imprevisti, ciò che non ti aspetti a rovinarti la prestazione. Anche i fattori esterni. Avversari? So che tanti vogliono vincere: Tanaro, San Secondo, San Lazzaro, San Paolo, Cattedrale....»

E il "Buce" che farà?
«Tirerà fuori tutta la rabbia accumulata l'anno passato e correrà per delle persone e per un Comitato che l'hanno sempre trattato da Re. Mi hanno rivoluto, ci sarà un motivo?».

Massimo Elia

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