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Brignolo: «I rifiuti devono portare lavoro»

In questo momento tra i rifiuti di Asti e quelli della Liguria l’impianto di Valterza è a pieno regime, ma a fine anno scade il contratto con la Liguria

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Articolo pubblicato il 26/08/2016 alle ore 11:26.
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Uno dei tanti cumuli di rifiuti ammassati nella nostra capitale

“Abbiamo ricevuto la telefonata da Fiumicino - ha detto Luigi Visconti, presidente di Gaia - per il ritiro dei rifiuti, ma abbiamo dato una risposta interlocutoria, chiedendo la quantità di immondizia da smaltire e le tempistiche. Prima di dare una risposta vogliamo saperne di più circa le loro esigenze”. In questo momento tra i rifiuti di Asti e quelli della Liguria l’impianto di Valterza è a pieno regime. Ma a fine anno scade il contratto con la Liguria e, come ha riferito il presidente Visconti “non abbiamo ancora rinnovato il contratto. Siamo in attesa degli sviluppi”. Questo indirettamente cosa può significare? Che il nostro impianto nel 2017 può proseguire il rapporto con Genova, oppure può chiudere con la Liguria e a questo punto aprire a Fiumicino o eventualmente a Roma, qualora dalla capitale si facessero vivi, in quanto, per il momento, è solo una proposta lanciata dal sindaco di Asti. E’ tutto da vedere.“Noi per ora possiamo trattare fino a 44.000 tonnellate di immondizia - ha continuato il presidente Visconti - Ma a novembre avremo il nuovo socio privato e a questo punto cambieranno diverse cose, avremo la possibilità di rinnovare gli impianti e probabilmente anche di accrescere le quantità di rifiuti trattati”. Intanto continua la polemica tra chi sostiene di non dover prendere i rifiuti romani e chi, come il sindaco Brignolo, afferma che Asti deve diventare come la Germania, dove i rifiuti danno lavoro ai cittadini e lancia accuse contro il partito del “no a tutto”. “Non stupisce il coro contro la proposta di aiutare Roma per i rifiuti - scrive il primo cittadino in una nota stampa - è il riflesso condizionato del “no a tutto”, che ben conosciamo nella nostra città”. E qui lancia gli strali contro gli effetti negativi di questa politica al ... “ribasso”. “Abbiamo fatto scappare aziende, bloccato opere pubbliche - continua la nota stampa del primo cittadino - stiamo facendo diroccare edifici in centro storico, in nome del no a varianti urbanistiche e investimenti privati”. E poi tesse le lodi al proprio operato di amministratore affermando che “per fortuna c’è anche una Asti che cerca di costruire ponti e strade, di sostituire le lampade con i led, di trattare i rifiuti come in Germania, dove generano ricchezza e non come a Napoli, dove i tanti “comitati del no” hanno alimentato camorra e inquinamento”. Secondo quanto affermato dal primo cittadino, gli eventuali rifiuti romani non potrebbero che portare giovamenti al territorio.

Per gli astigiani solo vantaggi

“Tutti i rifiuti che importiamo non saturano la nostra discarica: li trattiamo e poi li smaltiamo in inceneritori lontani da Asti, con cui abbiamo accordi commerciali - continua il primo cittadino nel suo comunicato stampa - Con l’aumento di capitale sta arrivando l’investimento di 12 milioni di euro, che useremo per modernizzare gli impianti (in soldoni, puzzeranno meno) e aumentarne ulteriormente le potenzialità: oggi a Valterza lavoriamo su due turni e solo ogni tanto anche di notte. Salire stabilmente a tre turni significherà più occupazione”.

Abbiamo ancora bisogno di rifiuti

La nota del sindaco di Asti prosegue: “stupisce chi afferma che non dobbiamo cercare i rifiuti del Lazio, perché abbiamo già quelli di Genova. Il filone ligure si sta esaurendo e il lavoro non arriva dal cielo. Sarà Gaia a contrattare nel dettaglio tipologia, quantitativi, tempi e prezzi. E’ importante che Asti abbia dato a livello nazionale un’immagine di apertura e modernità”. Infine, le lusinghe per la città

Abbassare la Tassa

Quest’anno Gaia e Asp, lavorando fuori territorio, hanno fruttato 800.000 euro di utili solo al Comune di Asti. Avremmo potuto usarli per ridurre la Tassa rifiuti se chi adesso mi critica non mi avesse lasciato in eredità una causa iniziata nel 1992 per cui abbiamo dovuto pagare 650.000 euro nel 2016 e un “buco” di 13 milioni di euro sulla tassa rifiuti dal 2004 al 2013, che stiamo faticosamente ripianando adesso con le nostre bollette - chiude la nota stampa del sindaco Brignolo - Guarda caso nel 2016 l’abbiamo ridotta solo di 200 mila euro. Se nel 2017 non arriveranno altri scheletri dal passato gli utili li useremo davvero per abbassare la tassa”.

 

Quaglia: “Sui rifiuti la città ha bisogno di meno propaganda"

“Credo sia utile intervenire ancora a proposito della risposta data dal Sindaco Brignolo a quello che lui chiama il “fronte del No a tutto” della nostra città. Partiamo con ordine. Il Sindaco, che dall’inizio di agosto si è lanciato in una diffusa e capillare campagna elettorale, ha proposto al Sindaco di Roma di mandare ad Asti i rifiuti romani, ottenendo in tal modo immediata visibilità a livello nazionale. Non mi r isulta che Roma abbia finora risposto; ma, qualora lo facesse chiedendo di onorare le proposte ufficiali formulate dal nostro primo cittadino, dovremmo dire di no. Un primo NO perché gli impianti di trattamento di Valterza sono “autorizzati” a trattare 44.000 tonnellate di rifiuti all’anno, esaurite con i rifiuti della nostra Provincia e della Liguria, in base ad accordi interregionali e non ad aumentarne a dismisura i volumi. L’impianto di Valterza ha operato in questi anni (sotto la guida dell’ing. Visconti) scelte industriali intelligenti: ha cercato lavoro presso chi aveva il problema dei rifiuti ricavandone utili. Solo lo scorso anno si è deciso, con gli altri Comuni della Provincia, di cercare un partner privato che effettuasse un aumento di capitale e mettesse a disposizione dell’astigiano un impianto di termovalorizzazione. E in effetti, il Comune di Asti in quanto Comune capofila, sta predisponendo la gara per la ricerca del socio privato. Ma… il socio non è ancora stato individuato e quindi i rifiuti romani non sapremmo dove smaltirli una volta pretrattati. Un secondo NO è dovuto al fatto che, qualora Genova non risolvesse i suoi problemi entro fine anno, siamo sicuri che il Piemonte lascerà la Liguria per risolvere il problema di Roma? Un terzo NO è dovuto al fatto che una volta pretrattati non avremmo il posto in cui smaltirli (la discarica di Cerro non può riceverne più di quanti concordati per non esaurirsi anzitempo) e non mi risulta, come dice il Sindaco, che già oggi smaltiamo i rifiuti in inceneritori lontani (quali sarebbero?) con cui abbiamo accordi commerciali, ma in discariche con cui Gaia ha preso accordi. Un altro NO deriva dalla possibilità (ventilata dal Sindaco) di fare tre turni a Valterza anziché due. Forse non si è capito che il problema non è l’organizzazione del lavoro ma la quantità complessiva dei rifiuti da trattare. Già oggi ne vengono trattate le tonnellate per cui esiste l’autorizzazione. Se si volessero incrementare le lavorazioni, si dovrebbero chiedere ampliamenti di autorizzazioni che non sono così semplici… e, ancor prima, avere lo spazio di smaltimento finale! La proposta del Sindaco ha quindi, chiaramente avuto soltanto lo scopo di ottenere la ribalta nazionale; non certo di affrontare con concretezza e obiettività i problemi (astigiani o romani che siano!) E infine passiamo ai numeri. Il Sindaco dice di avere ricevuto una pesante eredità dal passato: 13 milioni di euro di crediti inesigibili (periodo 2004-2013). Dimentica però di dire che salvo la parentesi della giunta Galvagno gli altri periodi si riferiscono alla sua attuale Giunta o a quella del prof. Voglino, in cui peraltro, l’attuale Sindaco era assessore.Per concludere: ci saranno anche consiglieri che dicono dei no motivati, ma il nostro Sindaco sa dire solo dei NI (o, se si preferisce, dei SO) e non credo sia meglio barcamenarsi piuttosto che dare risposte convincenti, siano esse dei Si o dei No. La città ha bisogno, oggi, di meno propaganda e di maggiore serietà e concretezza. Con viva cordialità. Angela Quaglia

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