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Borgo Don Bosco, il rettore Scassa: «Con Gianluca Fais un rapporto speciale»

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Articolo pubblicato il 27/12/2015 alle ore 07:00.
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Gianluca Fais con la casacca della Lupa in piazza del Campo durante una prova
Disamine, bilanci e proiezioni future: tre aspetti importanti nella vita di un Comitato Palio, ancor più se lo stesso si chiama Don Bosco ed insegue un successo che manca dal lontano 1996 (Maurizio Farnetani su Blue Baker). Marco Scassa, Rettore dei gialloblu, dopo le due ultime edizioni della corsa alquanto scarne di soddisfazioni non nasconde di coltivare ambizioni di rilievo per l'anno a venire. «Puntiamo in alto, molto in alto - afferma Scassa -– il mio è un Borgo che non può scendere in piazza limitandosi a traguardi intermedi, vedi il raggiungimento della finale. Nel 2016 ricorrerà il ventesimo anniversario dalla nostra ultima vittoria ed è giunto il momento di porre fine all'attesa. In quest'ottica ci siamo impegnati al massimo nel periodo post Palio per avere la certezza di portare al canapo nel prossimo settembre la miglior accoppiata possibile.»

Da voci bene informate risulta che abbiate contattato tre fantini di primissimo piano….
«Partendo dal presupposto - afferma Scassa - di avere già in casa una monta di notevole spessore tecnico, ossia Gianluca Fais, detto Vittorio, che, non scordiamolo, ad Asti ha trionfato nel 2010, abbiamo condiviso con lui determinate valutazioni riguardo alle sue due ultime presenze ad Asti e sulla scelta dei purosangue. C'è stato quindi un periodo di stand-by, di attesa, per così dire. Con Gianluca esiste un rapporto privilegiato, molto forte, e in virtù di ciò, per correttezza, l'abbiamo sempre tenuto informato dei nostri movimenti. Ho personalmente contattato, e nell'ambiente paliesco non è un mistero, tre fantini di spicco per capire quali fossero le loro intenzioni in ottica 2016. I discorsi però non si sono concretizzati poiché in un caso il diretto interessato ha preferito fare un'altra scelta e nei due restanti esistevano già ingaggi in essere. Ritenendo Fais un eccellente fantino, oltreché una persona speciale, ci siamo allora nuovamente orientati nella sua direzione. Per certi versi si può dire che lo abbiamo riscelto. Non è stato un ripiego il nostro, anzi, perché abbiamo la certezza che la nostra monta sia non di prima ma di primissima fascia.»

Quindi Fais confermato. Probabile però che con lui abbiate sviluppato scelte diverse riguardo al cavallo.
«Quasi certamente porteremo in Piazza Alfieri nel 2016 un cavallo nuovo. L'esemplare che per noi ha rappresentato la prima scelta negli ultimi due anni ha denunciato problemi nell'affrontare determinate traiettorie ed era doveroso trovare alternative all'altezza.»

Disponete già del nuovo soggetto da proporre?
«Su questo preferisco non sbilanciarmi. Magari si, chissà. Voglio però che il Borgo comprenda il massimo impegno mio e dei componenti della commissione corsa nell'ottica di raggiungere il traguardo che tutti sognano. La situazione andava analizzata con chiarezza, senza pregiudicare il rapporto con Gianluca. Lui ha compreso e credo che sarà ad Asti nel 2016 con motivazioni ancora maggiori di quelle degli ultimi anni. Non dimentichiamo che il nostro fantino vive in Sardegna ed oltre alle frequenti corse che lo vedono impegnato sull'isola, l'unico Palio di spicco al quale prende parte in continente è il nostro.»

Don Bosco e Gianluca Fais: lasciarsi e ritrovarsi dopo un periodo di riflessione, con la forte convinzione di voler ripartire verso il conseguimento di un sogno comune. Quel Drappo che il Borgo gialloblu fece suo per l'ultima volta due decenni fa in una Piazza Alfieri già illuminata dai lampioni. Momenti indimenticabili!

Massimo Elia

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