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Bimbo disabile in gita, il padre: «Un sogno»

Una giornata che il bimbo ha passato serenamente, giocando coi suoi compagni e sognando a occhi aperti di fronte alle riproduzioni dei dinosauri

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Articolo pubblicato il 08/05/2016 alle ore 05:30.
Il luogo visitato dalla scolaresca
Il luogo visitato dalla scolaresca

A nemmeno un mese dai fatti di Livorno e Isernia che riportano l’esclusione di due bambini dalle gite scolastiche perché autistici, un bel esempio di inclusione nonostante la diversità arriva dalla Scuola primaria Umberto Bosca di Canelli. Qui troviamo Francesco (nome di fantasia) che frequenta la III E. Francesco ha 8 anni e dalla scuola materna gli è stato diagnosticato un disturbo da deficit di attenzione e di iperattività (DDAI). A causa di questa patologia il bambino è spesso irrequieto, patologicamente testardo, ha un ritardo nell’apprendimento ma soprattutto non riconosce il pericolo. Senza la costante e attenta supervisione di un adulto Francesco rischierebbe di gettarsi da una finestra o di attraversare la strada senza guardare.

Un bambino difficile da gestire e molto impegnativo, ma nonostante ciò le maestre della scuola Bosca non hanno mai messo in dubbio, neppure per un momento, l’ipotesi di impedirgli di partecipare alle uscite didattiche e così Francesco, insieme ai suoi compagni ha potuto visitare il Parco della Preistoria di Rivalta d’Adda. Una giornata che il bambino ha passato serenamente, giocando con i suoi compagni, sognando ad occhi aperti di fronte alle riproduzioni dei giganteschi dinosauri. A far conoscere questo bello spaccato di scuola è stato il padre di Francesco, il signor Marcello P.: «All’asilo mio figlio non poteva partecipare alle gite. Le maestre non volevano assumersi la responsabilità. Noi genitori capivamo ma era un dolore vedere il bambino escluso da queste attività. Pensavamo che la prassi si sarebbe ripetuta anche alle elementari. Con gioia abbiamo scoperto che ci sbagliavamo».

Merito questo delle maestre Anna Amerio, Mariangela Balbo, Marisa Casale, Angela Coccimiglio, Margherita Cornaglia, Miranda Giglio e Carmela Pinto, dell’educatrice Luisa Pola del CISA e di Palmina Stanga, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Canelli che spiega: «Nella classe di Francesco sono inseriti più bambini con bisogni educativi speciali. Per questo ci siamo avvalsi di un team di insegnanti formato in base a specifiche competenze, in modo tale da assicurare pluralità di visione e una didattica maggiormente inclusiva». E Francesco si trova così bene nella sua classe alla Bosca che anche se la famiglia si è trasferita di recente a Santo Stefano Belbo i genitori hanno preferito mantenere l’iscrizione del figlio a Canelli. «Per chi ha figli normodotati è difficile capire quanto sia importante per i nostri ragazzi sentirsi accettati e accolti – continua Marcello P. - Francesco è sempre stato invitato alle feste di compleanno e quando a scuola ha delle difficoltà i compagni lo aiutano. Merito delle maestre a cui va il nostro sincero ringraziamento ma anche delle famiglie dei suoi compagni che stanno insegnando ai loro figli una lezione importante e cioè che anche chi è diverso può essere integrato».

Lucia Pignari

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