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Benedetti: «Pochi aiuti economici,
molto difficile fare Palio a Canelli»

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Articolo pubblicato il 28/08/2015 alle ore 16:30.
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Il rettore di Canelli, Giancarlo Benedetti
Rettore dal 1986, un'eternità. Giancarlo Benedetti si appresta a vivere la sua trentesima avventura in piazza Alfieri alla guida del Comitato Palio del Comune di Canelli. Numerosi, come ogni anno, i problemi da affrontare, tanti i sacrifici da fare. Lui, il buon Giancarlo, nonostante il passare degli anni è sempre in prima linea, pronto a battagliare anche se in ambito canellese gli aiuti economici latitano.
«La situazione è critica - esordisce Benedetti - tutti gli anni si ripete la stessa storia. Sostegni economici non ne ho e allora mi tocca fare fuoco con la poca legna di cui dispongo.»

Ci sono alcuni che sostengono che le tue lamentele sono immotivate...
«E sono quelli che per il Palio non muovono un dito. Solo critiche e basta. Quest'anno poi le mie disponibilità sono ulteriormente scemate, poichè ho smesso di svolgere l'attività di impresario e sono diventato un pensionato.»
Beh, comunque nonostante le numerose problematiche che hai dovuto affrontare il bilancio del tuo rettorato non è poi così disastroso...
«In 30 anni ho messo in bacheca un secondo, un quinto ed un nono posto, rispettivamente nel 1993, nel 1986 e nel 2002. Alcuni sorrideranno ma fare Palio a Canelli non è la stessa cosa che farlo ad Asti o in un altro Comune. Ogni risultato ottenuto ha un sapore particolare ed un valore superiore rispetto a quello conquistato in un altro Comitato.»

Giancarlo, che cosa chiedi al Palio che sta per arrivare?
«Potrebbe essere la mia ultima apparizione da Rettore e vorrei congedarmi al meglio. Non posso certo ambire alla vittoria, ma mi piacerebbe andare in finale. Sarebbe la "ciliegina" sulla torta.»
Fantino?
«Ho confermato Massimo Columbu, detto Veleno II. Nonostante l'anno passato non fosse riuscito ad accedere alla finale aveva destato una buona impressione, correndo la batteria con grande determinazione. Piena fiducia in lui pertanto.»
C'è qualcuno in particolare che ti dà una mano nella preparazione della corsa?
«Devo un immenso ringraziamento a Michele Mazzeo, il cui apporto è per me fondamentale nella scelta dell'accoppiata da portare al canapo. Gli ho dato la carica di vice Rettore e grazie a lui non ho ancora perduto la voglia di partecipare alla manifestazione.»

Ma davvero in loco non riesci a trovare alcun tipo di supporto economico? Canelli è per eccellenza la città del vino, ci sono aziende spumantiere conosciute in tutto il mondo...
«Hai toccato un tasto dolente. Se i grandi proprietari delle aziende dello spumante partecipassero dando un contributo, con tanto di fattura, credo che tutti gli anni sarei in grado di vincere il Palio. Invece la manifestazione da noi non è sentita. A dire il vero ho notato che a Canelli ben poche iniziative oramai suscitano l'interesse della popolazione. Io ho fatto il Rettore perchè da sempre sono un grande appassionato di cavalli. Ne possedevo uno, l'ho tenuto per tanti anni ma ora l'ho regalato.»
Quest'anno Canelli farà la cena propiziatrice?
«Torniamo al discorso di prima. Dalle aziende locali non ho avuto in omaggio neppure una bottiglia. Non faremo la cena propiziatrice ma un semplice brindisi il sabato sera della vigilia con lo spumante di Santero, importante azienda di Santo Stefano Belbo. Altra cosa importante: il cavallo che correrà il Palio per Canelli si chiamerà 958.»
Dall'amministrazione comunale quale tipo di supporto hai ricevuto per il Palio?
«Mi viene concessa la municipalità, vale a dire l'autorizzazione a correre in piazza Alfieri col nome di Canelli. Stop. Non ricevo alcun tipo di contributo economico.»

Oltre a Mazzeo quali altre cariche hai attribuito in seno al tuo Comitato?
«E' per me preziosissima la figura di Lorenzo Nervi, che alla pari di Michele Mazzeo ricopre la carica di vice Rettore.»
Rivalità con Nizza? «Quella non finirà mai. E' sempre importante fare meglio di loro.
Ultimamente sta diventando difficile perchè montano Tittìa, recente vincitore del Palio di Siena. Ma noi abbiamo Columbu...»
C'è un Borgo o un Rione di Asti al quale sei particolarmente legato?
«Certamente San Silvestro, il Rione della mia amica Maria Teresa Perosino. E' lei che si occupa della nostra sfilata, da sempre intratteniamo rapporti positivi.»
Ultima domanda: qual è il tuo favorito per la corsa del prossimo 20 settembre?
«Al riguardo ho un'idea ben precisa ma non ho intenzione di manifestarla. Preferisco non sbilanciarmi. Mi farei dei nemici.»

Massimo Elia

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