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Astigiani finti carabinieri arrestati per truffa

Secondo gli inquirenti agivano presentandosi nelle abitazioni degli anziani esibendo falsi tesserini e distintivi

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Articolo pubblicato il 18/06/2016 alle ore 05:20.
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I malviventi in azione ripresi da una videocamera di sorveglianza

L’indagine dei carabinieri di Pavia era stata avviata nel corso del 2015. L’hanno chiamata “Fake Police” e ha riguardato un’ampia serie di colpi nelle case soprattutto di persone anziane e in varie zone, in particolare nelle province di Pavia, Cremona, Lodi, Piacenza, Milano, Bergamo e Brescia.

Nei giorni scorsi, proprio a seguito di quell’attività investigativa, diretta dal Sostituto Procuratore della Repubblica dottor Mazza e coordinata dal Procuratore Capo del Tribunale di Pavia Mario Venditti, i militari hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Pavia, nei confronti di sei persone, tra cui anche astigiani.

Nei guai Alessandro Derossi, 54 anni, Arturo Cena, 32, Giastin Stendardo, 31, Gianpaolo Nuara, 37, Bruno Casagrande, 35, Albert Margjoni, 27. L’obbligo di dimora è stato stabilito nei confronti di Vito Lafleur, 31enne.

Secondo gli inquirenti agivano presentandosi nelle abitazioni degli anziani come carabinieri, esibendo falsi tesserini e distintivi, per simulare l’intervento sul posto al fine della ricerca di un ladro o, a volte, fingendone l’arresto attraverso l’ausilio di un complice. «Guadagnavano così la fiducia delle loro vittime e si impossessavano di denaro e oggetti preziosi, fuggendo poi a bordo di auto di grossa cilindrata, munite di targhe contraffatte e dotate anche di lampeggianti e sirene, normalmente in uso alle forze dell’ordine», spiegano in una nota i carabinieri di Pavia.

L’ipotesi degli investigatori è che i furti in abitazione venissero messi a segno anche in assenza dei proprietari, «dopo aver fatto accurati sopralluoghi, grazie all’ausilio di strumenti da scasso, quali mazze in ferro, cesoie e flessibili di varie dimensioni».

Ma gli investigatori riferiscono anche di casi in cui le vittime sarebbero state minacciate: «Veniva usato anche spray urticante, per immobilizzarle e poi svaligiare le abitazioni, solitamente isolate». «Si è tenuto mercoledì l’interrogatorio di garanzia. Ritengo che gli episodi si ridimensioneranno molto – sottolinea l’avvocato Ferruccio Rattazzi, che difende Stendardo e Margjoni – Ai miei assistiti vengono contestati i furti, ma non episodi di rapine».

Marta Martiner Testa

Tags: Truffa,carabinieri

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