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Asti “brucia” 190 milioni l’anno per il gioco

«Il gioco d’azzardo patologico ha assunto nella nostra città, come sul territorio nazionale, dimensioni preoccupanti», afferma l'assessore Piero Vercelli

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Articolo pubblicato il 25/06/2016 alle ore 05:00.
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(immagine di repertorio)

Sei mesi fa l’istituzione da parte del Comune di Asti della Consulta permanente sul gioco a premi in denaro, la dipendenza dal quale rappresenta un problema sociale che sta assumendo proporzioni sempre più vaste, andando a colpire soprattutto le fasce deboli della popolazione. Tra i suoi obiettivi l’informazione e sensibilizzazione ai cittadini, la promozione del monitoraggio del fenomeno, lo studio di forme di incentivo per i gestori di esercizi che rinuncino all'installazione di slot machine e apparecchiature simili e l’introduzione di limiti di distanze e orari rispetto alle scuole.

«Il gioco d’azzardo patologico ha assunto nella nostra città, come sul territorio nazionale, dimensioni preoccupanti dando luogo a dipendenza da parte di soggetti vulnerabili, quali le persone anziane e i minorenni, a fronte di un’offerta e promozione commerciale diffusa e ingannevole. Alcuni Comuni si sono già attrezzati ad esempio per chiedere il rispetto di distanze tra locali in cui si può accedere a tale genere di giochi e le scuole e limitazioni di orario, quale potrebbe essere la pausa pranzo, in cui in particolare gli studenti potrebbero intrattenersi nel gioco, dopo l’uscita da scuola – ha detto l’assessore Piero Vercelli in una conferenza stampa in Comune, presentando un importante appuntamento sul tema – Sarà una prima iniziativa, frutto del lavoro svolto nei mesi passati: la proiezione di un film in cui auspichiamo di coinvolgere soprattutto genitori e adulti».

Mercoledì prossimo, 29 giugno, al cinema Lumiere di Asti (corso Dante), alle 21 (ingresso 5 euro), sarà proiettato il film “Una nobile causa”, regia di Emilio Briguglio, prodotto dalla Running Tv International, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia (2015).

 

Nel 2015 ben 81 persone in carico al SERT

Ad Asti la spesa è di 190 milioni di euro  all’anno per il gioco d’azzardo, 900 euro pro capite; nel 2011 erano 53 le persone in carico al Sert dell’Asl, 81 nel 2015 e 50 quelle che si sono presentati nei primi sei mesi del 2016. Numeri che danno l’idea dell’entità e della gravità del fenomeno, che può assumere risvolti davvero problematici nei comportamenti, tanto da causare gravi conseguenze anche sulla famiglia. Si spendono anche 1.700 euro al mese nel gioco. Ma elevatissimo è il sommerso, giocatori che non chiedono aiuto o che non sanno di essere vittime di una patologia. Spesso è dai familiari che giungono le segnalazioni e le richieste di aiuto.

 

«Intercettare il problema prima che diventi patologia»

«Solo attraverso la prevenzione, indirizzata in particolare ai ragazzi, si può intercettare il problema prima che diventi una patologia», ha evidenziato il dottor Bartoletti, responsabile del Sert, presente con altri operatori accanto. Facilità di accesso, bassa sicurezza: il gioco d’azzardo on line è il più “gettonato” dai giovani, che si rivolgono soprattutto al gioco del poker o alle scommesse sportive. Ma altrettanto a rischio, per la loro fragilità, sono gli anziani, che a volte arrivano a spendere quasi tutta la loro pensione nel gioco. L’importante lavoro della Consulta (delegati del Comune sono i consiglieri Riccardo Fassone e Clemente Elis Aceto) è stato evidenziato anche dal sindaco Brignolo, che ha fatto riferimento alla grave disgrazia avvenuta lo scorso anno in città legata proprio alla ludopatia. «La Consulta è stata attivata ed ora si comincia, oltre all’opera di sensibilizzazione, ad usare appositi strumenti per intervenire al fine di arginare il fenomeno», ha detto Brignolo. «Il primo impegno è la proiezione di mercoledì prossimo al Lumiere, ma nell’autunno avremo la pellicola per un paio di giorni e la presenteremo agli studenti, attraverso un appuntamento al Teatro Alfieri, che può accogliere un alto numero di ragazzi, oppure attraverso più proiezioni in Sala Pastrone», ha sottolineato l’assessore Vercelli. Dopo la proiezione di “Una nobile causa”, film che racconta la drammaticità della malattia per il gioco attraverso la freschezza della commedia, seguirà un dibattito con i referenti del dipartimento del S.O.C. Patologie delle dipendenze (Sert) dell’Asl di Asti e dell’associazione Libera. «La città è attiva e la proiezione del film è una meta del percorso di un anno di impegno del tavolo di lavoro. Dobbiamo tenere presente che il gioco d’azzardo è uno dei punti di sostentamento della criminalità organizzata e dunque monitoreremo il fenomeno sul territorio – ha detto alla presentazione dell’iniziativa Isabella Sorgon, referente di Libera Asti – Il gioco è una fonte di guadagno e ricordiamo che anche lo stesso Stato ne trae guadagno: bisogna dunque aggredire l’aspetto economico. Un impegno che dovremo portare avanti lavorando con le associazioni di categoria».

 

Marta Martiner Testa

 

Tags: Ludopatia,Gioco d`azzardo

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