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Altro che terza età, l’Utea accoglie
i ragazzi dai 25 anni in su

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Articolo pubblicato il 09/11/2015 alle ore 07:00.
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Giusy Gobello, presidente Utea Asti
Vivace per gli interessi che suscita. Qualificata. Socializzante. Questi i tre aggettivi che meglio identificano l'Utea e la sua mission, secondo la presidente Giusy Gobello, con cui abbiamo fatto il punto sulle ultime novità e il nuovo anno accademico. Sempre più radicata sul territorio, da quando è nata nel 1981 per volere di Anna Tovo, moglie dell'allora presidente della Provincia Guglielmo Tovo, l'Utea ha trasformato di recente il proprio nome: non più Università della Terza Età ma delle Tre Età.

I cambiamenti
L'adozione dell'attuale nome è avvenuta nell'ambito di una modifica dello Statuto, con cui si è accresciuto anche il numero dei partner, che oggi sono tre: Provincia, Polo universitario Astiss e Comune. "Da tempo – afferma Gobello – volevamo abbassare da 30 a 25 anni l'età minima per iscriversi, dando così una sorta di continuità tra la fine degli studi universitari da parte dei giovani e la frequentazione dell'Utea. Inoltre, l'aver ampliato il numero dei nostri partner ci consentirà di ottimizzare l'uso di certi spazi e distribuire meglio le lezioni." In quest'ottica, l'Utea coltiva il sogno di trasferire gli uffici e la maggior parte dei corsi presso Astiss. "Un'idea – dichiara Gobello – che il direttore di Astiss ha detto piacerebbe anche allo stesso Polo universitario. Un sogno quindi non più solo nostro, ma condiviso, per cui pare che in futuro ci siano buone possibilità di attuazione anche nelle intenzioni del Comune."

La mission
Molteplici le finalità dell'Utea, tra cui riveste un ruolo primario quella di carattere sociale, "specie per le persone di una certa età – sostiene la presidente – cui si dà l'opportunità di fare amicizia e impiegare bene il proprio tempo, tenendo la mente impegnata. Quanto all'aspetto didattico, i corsisti non devono raggiungere un determinato grado di preparazione finalizzato al rilascio di un attestato. L'obiettivo è arricchire la propria cultura, i propri interessi e quindi la propria vita."

I corsi e gli iscritti
L'anno accademico, dal primo settembre al 31 agosto, propone circa 130 corsi, che spaziano in 5 aree tematiche: dalla letteraria – artistica – storica a quella linguistica, ai laboratori, le attività motorie e psicomotorie. "Tra le novità di quest'anno – annotano Gobello e la direttrice dei corsi Francesca Ragusa – sono degni di nota scacchi, tedesco, jazz (di cui ogni lezione si chiude con un concerto tenuto da 4 musicisti) e restauro. Nel novero poi dei corsi più richiesti e seguiti figurano alimentazione e nutrizione, medicina quantistica e tradizionale, inglese e in generale quelli storici, come storia dell'arte e storia del teatro." Le lezioni, che si svolgono in diverse sedi in Asti e in 13 Comuni del territorio, sono tenute da docenti altamente qualificati, alcuni provenienti da Atenei di altre città, come pure da medici e primari (lo scorso 8 ottobre si sono chiuse le iscrizioni). Si conferma poi abbastanza stabile il numero degli iscritti. "Ad oggi – fa sapere Gobello – ne contiamo circa 2.600, tra cui per ora non si è registrato un grosso aumento di giovani, perché la novità relativa all'abbassamento dell'età deve ancora consolidarsi. Abbiamo però quasi la sicurezza di arrivare a quota 2.700 iscritti come lo scorso anno, nonostante la crisi, per cui pensavamo di perderne una parte. In realtà, abbiamo solo verificato uno spostamento da certi corsi verso altri di tipo più culturale. Dal canto nostro, abbiamo rinnovato la scelta, già fatta in passato, di non aumentare i costi, senza abbassare il livello qualitativo."

I cicli di conferenze
Ad affiancare le proposte didattiche tre cicli di conferenze, gratuiti e aperti a tutti. "Il primo ciclo – spiega Gobello – si svolge alla Casa di Riposo Città di Asti, per contribuire a favorire le relazioni tra la struttura e l'esterno; il secondo nella sede centrale della CrAsti, dove la Cri tiene un corso sul primo soccorso; il terzo ciclo a Palazzo Mazzetti, che il 13 novembre ospiterà il primo appuntamento, cui interverrà la dottoressa Rosanna Maggio Serra, storica dell'arte e già direttrice della Gam e del villaggio medievale di Torino. Inviteremo poi, tra gli altri, la direttrice del carcere, rispetto al quale vorremmo in futuro aprire l'Utea."

Gli spettacoli
Uno dei momenti clou sono poi gli eventi gratuiti al Teatro Alfieri per l'inaugurazione e la chiusura dell'anno accademico. "Lo scorso 26 ottobre – riferisce Gobello – si è esibito il gruppo The Spirituals del Regio di Torino, mentre il 22 aprile andrà in scena "La comedia de l'homo e de soi cinque sentimenti" a cura della Compagnia La Ghironda, che ha tradotto in un italiano comprensibile a tutti il testo in astigiano rinascimentale scritto da Alione, che si può considerare il Boccaccio locale."

Manuela Zoccola

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