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Alto rischio ecologico per il Belbo

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Articolo pubblicato il 04/08/2012 alle ore 07:30.
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Il Belbo è in secca
«Non avendo una regola che coordini i prelievi di acqua, per tutti  gli usi non si arriva mai ad una soluzione del problema. Nonostante Valle Belbo Pulita abbia fatto più volte questa osservazione, nessuno ha ancora preso provvedimenti seri». Parola di Gian Carlo Scarrone, presidente di “Valle Belbo Pulita”, sullo stato di salute del Belbo nel periodo estivo.
Scongiurati, per il momento, gli inquinamenti che gli anni scorsi s’erano presentati a più riprese tra primavera e estate, adesso è l’ora della secca. In molti punti il fiume è un rigagnolo, mettendo a nudo il greto bianco e arso dal sole.

A partire dal 2007 la portata del torrente è diminuita di quasi un 30% già dalla sorgente. «Problematiche fatte presenti nelle sedi istituzionali competenti, ma la situazione resta critica per l’assenza di provvedimenti. L’accesso all’acqua va regolamentato, considerando la ridottissima portata, e la mancanza di ossigeno nel periodo estivo degli ultimi dieci anni -  prosegue Scarrone -. Bisognerebbe anche onorare il “Contratto di Fiume”, ovvero la sottoscrizione a cui hanno aderito tutti i comuni della valle, la Regione, le province di Cuneo, Asti e Alessandria».

Un contratto spesso rimasto sulla carta. «Onorare significa realizzare comunque l’interesse pubblico dell’intera valle, dimenticando interessi particolari e di campanile. Un esempio? L’approvazione senza ulteriori dilazioni del “Regolamento degli scarichi”, come previsto dal cronoprogramma del contratto di Fiume Belbo, sarebbe un buon viatico per una valle che comunque è candidata ad essere Patrimonio dell’Umanità».
L’acqua presente in Belbo, in questa stagione, è quasi esclusivamente dovuta allo scarico dei depuratori, quindi ricca di fertilizzanti; ecco da dove provengono le alghe presenti, che con questo caldo secco proliferano in grandi quantità. Una volta moltiplicate, assorbono tutto l’ossigeno presente nell’acqua provocando la morte di tutta l’ittiofauna. Ma anche queste alghe, in assenza di ossigeno, sono destinate a morire, ed ecco quindi avvenire il processo di eutrofizzazione, che, purtroppo, è ciclico.

«L’ecologia, soprattutto in questo periodo di crisi, è un’opportunità di sviluppo e di lavoro. Ecco perché abbiamo deciso nuovamente di avvicinare i ragazzi delle scuole della valle all’argomento: lezioni teoriche e pratiche e possibilmente anche un concorso previsti per il prossimo anno scolastico» spiega il presidente della onlus ambientale.

Simona Berca

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