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Alternanza scuola-lavoro, ecco l’accordo

Un'intesa per agevolare percorsi di tirocinio nei licei, negli istituti tecnici e professionali

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Articolo pubblicato il 07/04/2016 alle ore 06:59.
Alternanza scuola-lavoro, ecco l’accordo 3
i firmatari dell’intesa, Paola Malabaila e Franco Calcagno

E’ stato sottoscritto nei giorni scorsi un protocollo di intesa tra l’Ufficio scolastico provinciale e l’Unione industriale relativo all’alternanza scuola - lavoro, nuova attività obbligatoria per il triennio delle scuole superiori introdotta dalla Riforma “Buona scuola” del Governo Renzi. In sostanza, i ragazzi del triennio (si parte quest’anno scolastico con gli alunni delle classi terze) devono partecipare a tirocini presso un gruppo di lavoro organizzato (azienda, Ente pubblico, sindacato, associazione di volontariato) sotto la supervisione di un insegnante tutor e seguiti da un tutor aziendale. Si tratta di 200 ore per i licei e 400 ore per gli istituti tecnici e professionali.

Scopo dell’accordo è agevolare l’incontro tra le scuole e le aziende astigiane. L’associazione imprenditoriale, nello specifico, si è impegnata ad effettuare un’opera di comunicazione e sensibilizzazione nei confronti delle imprese presenti sul territorio e di individuare imprenditori ed esperti aziendali disponibili ad effettuare interventi nelle scuole su argomenti di natura tecnologica, economico-finanziaria, gestionale e sull’imprenditorialità, sui temi dell’organizzazione e della comunicazione d’impresa, dell’ambiente, delle attività di assistenza sociale in ambito aziendale e nel campo della valorizzazione di beni artistici e culturali, nonché a promuovere visite in azienda.


«Il lavoro ha un grande valore educativo, ora finalmente riconosciuto, e l’alternanza è una sfida importante per il Paese», ha commentato la presidente degli Industriali, Paola Malabaila. «Alternare studio e lavoro come metodologia per un apprendimento efficace - ha continuato - non è una novità di per sé. Anzi, in Europa è una prassi diffusa. Il nostro Paese arriva tardi e non può ancora contare su un modello unico italiano. Chi fa impresa sa bene che la maggior parte dei giovani che entrano in azienda, pur con molti talenti e conoscenze, non ha praticamente mai fatto un’esperienza di lavoro durante il percorso di studi. Per rendere operativo ed efficace quanto previsto dalla riforma, per far sì che i ragazzi guardino all’esperienza in azienda come ad un mezzo utile per la loro crescita, per far sì che la competitività del Paese sia rilanciata grazie anche all’apporto dei giovani occorre lavorare molto. L’alternanza non deve rimanere sulla carta e credo che la collaborazione tra le Istituzioni scolastiche e la nostra associazione costituisca un tassello fondamentale per raggiungere l’obiettivo».


Il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Franco Calcagno, ha espresso grande soddisfazione per la firma dell’intesa. «Con l’Unione industriale esiste un’antica e proficua collaborazione. Insieme, nel corso di questi ultimi anni abbiamo dato vita a tanti progetti. Questo protocollo rende strutturale e stabile il nostro rapporto di collaborazione, proiettandolo sulle nuove sfide riguardanti l’alternanza. L’intesa punta infatti a creare le condizioni per rendere effettivi i percorsi di tirocinio da parte dei licei e degli istituti tecnici e professionali».

e.f.

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