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Alimentaristi, rinnovato il contratto
Circa mille i lavoratori coinvolti

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Articolo pubblicato il 13/02/2016 alle ore 07:00.
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(immagine di repertorio)
Sono circa mille i lavoratori astigiani delle aziende alimentari (e vinicole) interessati dal recente rinnovo del contratto nazionale di lavoro della categoria alimentaristi. L'ipotesi di accordo, quadriennale, è stata firmata lo scorso 5 febbraio, per cui a breve si svolgeranno le assemblee sui luoghi di lavoro per sottoporla ai lavoratori. «Un grande risultato che premia i contenuti di una piattaforma sindacale innovativa e coraggiosa, in un negoziato difficile e tortuoso, sostenuto dalla grande mobilitazione dei lavoratori e dalla battaglia unitaria del sindacato», affermano i rappresentanti dei sindacati di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. «Un impianto complessivo che conferisce al sindacato vera autorità contrattuale al servizio dei lavoratori e del Paese».

L'accordo definisce un aumento salariale di 105 euro (di cui 35 euro nel 2016, in due tranche, e le altre tranche da 20, 25, 25 euro rispettivamente nel 2017, 2018, 2019). Tra le novità principali, il raddoppio temporale del congedo retribuito per le donne vittime di violenza, che passa da tre a sei mesi, e rappresentanti della sicurezza di sito per assicurare stessi diritti in termini di sicurezza sul luogo di lavoro. «Il contratto - spiegano i rappresentanti sindacali - integra linee guida che rafforzano ed estendono significativamente il secondo livello, rilanciando innovazione, produttività, competitività e condizioni di lavoro dei dipendenti»

Si respinge inoltre il vincolo dell'invarianza di costi, in favore della non sovrapponibilità delle funzioni tra primo e secondo livello. «Altro grande risultato - aggiungono - è la sospensione per tutta la durata del contratto della contribuzione al fondo Fasa da parte dei lavoratori. Potenziata ed estesa la bilateralità di settore, che per la prima volta viene definita dal contratto nazionale. Si dà vita a un fondo specifico che interviene a sostegno dei lavoratori che perdono occupazione a due anni dalla pensione. Tale fondo interverrà anche per lavoratori che volontariamente vogliono trasformare il contratto da full a part-time e promuoverà il turnover: un vero ponte generazionale in grado di produrre reale occupazione».

e.f.

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