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Addio nuovo ospedale di Nizza,
contratto rescisso

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Articolo pubblicato il 24/05/2015 alle ore 07:00.
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Lavori fermi al nuovo ospedale della Valle Belbo che invece di ottenere i fondi necessari al suo completamento ha ricevuto la “bella” notizia della sua soppressione e trasformazione in qualcos’altro
È storia nota che il costruendo presidio sanitario in regione Boidi a Nizza non sarà, in senso stretto, un ospedale, come a suo tempo chiarito dall'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta. Le voci più insistenti lo volevano riconvertito in struttura di lungodegenza o hospice. Novità di questi giorni è però che l'intero edificio potrebbe non venire mai neppure completato, causa la rescissione unilaterale del contratto da parte dell'ASL Asti con la ditta che si era, a suo tempo, aggiudicata l'appalto per la costruzione. La prima a lanciare l'allarme, chiedendo lumi a Saitta anche a mezzo stampa, è stata il consigliere regionale Angela Motta: «Chiedo che l'assessorato si attivi affinché la nuova direttrice generale annulli e revochi i provvedimenti presi dalla precedente direzione. Ritengo fondamentale che alla base di questo nuovo atto ci sia una ripresa del dialogo con l'impresa al fine di stabilire modi e tempi con i quali proseguire i lavori dell'ospedale Valle Belbo». Voci di protesta si sono sollevate pressoché dall'intero – ci si perdoni l'espressione da prima repubblica – arco costituzionale.

Secondo Forza Italia «l'ospedale della Valle Belbo rischia ora di trasformarsi in una delle più clamorose e costose opere incompiute sul territorio astigiano», mentre Paolo Mighetti, consigliere regionale M5S, accusa l'amministrazione Chiamparino di scarsa trasparenza: «Saitta dica finalmente se la Regione vuole individuare i responsabili di questo sperpero di denaro pubblico oppure continuare a tergiversare come fatto finora». E mentre il consiglio provinciale approva un ordine del giorno sul tema, il sindaco nicese Flavio Pesce non nasconde la stizza per quello che appare l'ennesimo colpo basso nei confronti del sud Astigiano: «L'assessore Saitta si assuma la responsabilità politica di aver fatto saltare in aria i servizi sanitari in Valle Belbo. So che lui vede la rescissione del contratto come un'opportunità: in quel caso, spero abbia pronta una proposta alternativa, adeguatamente sostenuta da risorse economiche, e che ce la presenti entro non più di una settimana».

Nel momento stesso in cui scriviamo giunge in effetti comunicazione ufficiale che un incontro tra Saitta e Pesce è stato fissato per venerdì prossimo. L'Assessore commenta: «Ho ereditato una situazione che mi ha preoccupato fin dall'inizio e preciso che la prima intenzionata a fare chiarezza è proprio la Giunta Chiamparino: chi ha responsabilità sulla localizzazione e sul dimensionamento potrebbe meglio di chiunque altro rispondere alle accuse che vengono sollevate oggi a mio avviso tardivamente. Di certo qualcuno aveva dato la concessione edilizia e polemizzare oggi appare davvero poco utile. Io preferisco lavorare per trovare insieme all'Asl e al territorio della Valle Belbo la destinazione migliore alla struttura, ripartendo dalle condizioni attuali della sanità piemontese, dalle esigenze reali e dalle possibilità di reperire i finanziamenti».

Fulvio Gatti

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