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Addio a Susanna Ghione,
soprano del “bel canto”

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Articolo pubblicato il 02/02/2016 alle ore 10:03.
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Una foto autografata di Susanna Ghione
Lutto nel mondo della lirica. Sabato è scomparsa il soprano Susanna Ghione. Canellese, aveva 79 anni. Malata da tempo, era ospitata presso la casa di riposo "Opera don Luigi Ferraro" di Incisa Scapaccino.
Susanna Ghione ha legato il suo nome al bel canto. Ha duettato con i più grandi interpreti lirici internazionali calcando i palcoscenici dei maggiori teatri nei cinque continenti assumendo ruoli di massimo rilievo nelle opere dei massimi compositori italiani e stranieri, portando le "arie" della lirica in tutto il mondo. Alla fine degli Anni '90 si ritirò nel suo buen ritiro di Canelli, una grande casa colonica alle porte della città sotto la collina della Moncalvina. Ma non smise mai di occuparsi della passione che l'ha animata per tutta la vita. Da lei sono passate intere generazioni di giovani e promettenti cantanti, ha insegnato i segreti del bel canto a decine di soprani non solo italiane.

Molto conosciuta all'estero, soprattutto nel Nord Europa, Stati Uniti e Estremo Oriente, negli ultimi anni della sua carriera ottenne un grande successo in Giappone in un tour che la portò nel paese del Sol Levante. Da Tokyo a Osaka e Nagoja Susanna Ghione incantò, in una serie di seminari e incontri, migliaia di giapponesi accorsi ad ascoltare dalla voce della cantante canellese i segreti e gli aspetti del belcanto. L'artista, con 35 anni di carriera e interpretazioni nei più famosi teatri del mondo, fu invitata dalla professoressa Rieko Hikita, docente di canto all'università di Tokyo. Un'esperienza che amava raccontare. «In Giappone – diceva - ho trovato migliaia di appassionati e di cantanti che hanno seguito le mie lezioni, spesso aperte a tutti, con un'attenzione e una concentrazione non comune».

In quell'occasione, nel giorno di Santo Stefano, tenne un concerto applauditissimo a Tokyo, insieme agli allievi che aveva seguito, molti dei quali avevano effettuato stage proprio nella sua casa di Regione San Giovanni. Uno dei suoi sogni, purtroppo rimasto nel cassetto, era veder rinascere il teatro "Balbo" di Canelli ripetendo spesso che le sarebbe piaciuto «tenere a battesimo il nuovo teatro con una bella opera lirica».
Lascia i fratelli Clotilde e Ninetto, titolare di un'avviata e apprezzata azienda vinicola. I funerali ieri, in San Leonardo.

Giovanni Vassallo

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