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A Villa Quaglina si coltiva il mais ottofile

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Articolo pubblicato il 22/01/2017 alle ore 09:15.
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A Villa Quaglina si coltiva il mais ottofile

Ognuno ha la sua storia, i suoi rimpianti, le sue speranze, ognuno ha lasciato qualcosa o qualcuno, ognuno vorrà restare o cambiare Paese.

Sono i 43 rifugiati politici dai 17 ai 26 anni provenienti dall’Africa che, momentaneamente, abitano a Villa Quaglina, struttura di San Marzanotto. E’ dall’aprile del 2014 che questa bellissima villa, immersa nel verde e circondata da 6 ettari di campi alle porte di Asti, dopo anni di abbandono, è diventata un centro di prima accoglienza gestito da Co.Al.A (Consorzio Alessandria Asti) e dall’associazione laica Piam (Progetto integrazione accoglienza migranti).

La Giornata mondiale del rifugiato è stata l’occasione per fare incontrare gli abitanti di San Marzanotto con i migranti. L’incontro, che ha visto l’adesione di tanti presidenti, è stato promosso dalla parrocchia di San Marzanotto e da don Vittorio Croce. È stato un pomeriggio all’insegna della convivialità, delle chiacchiere e dei confronti, arricchito anche dalla presenza del vescovo di Francesco Ravinale. Alcuni migranti hanno raccontato la loro esperienza e Alberto Mossino, presidente della Piam onlus, ha descritto le varie iniziative dell’associazione.

«Qui si fanno corsi di formazione, di primo soccorso o di sicurezza sul lavoro - ha detto Mossino - oltre a corsi di lingua italiana o professionali di primo livello (camerieri o aiuto cuochi). E, fiore all’occhiello, qui si insegna e si pratica la coltivazione del mais ottofile».

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Monica Jarre

Tags: asti,profughi,migranti,villa quaglina

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