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A Venezia il "Vangelo" di Pippo Delbono

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Articolo pubblicato il 08/09/2016 alle ore 08:24.
A Venezia il "Vangelo" di Pippo Delbono 3
A Venezia il "Vangelo" di Pippo Delbono

La guerra, Venezia, Asti. Vertici di un triangolo che porteranno alle Giornate degli autori del Festival due opere che parlano astigiano.

La prima è firmata da Pippo Delbono, regista teatrale già alla guida di Asti Teatro, autore di “Vangelo”, opera girata quasi per intero nel centro rifugiati di Villa Quaglina a Torrazzo.

Protagonisti del film, oltre allo stesso Delbono, alcuni profughi, fuggiti da conflitti e disperazione, che si sono aperti per raccontare le loro storie: in particolare tra i protagonisti Safi Zakria e Nosa Ugiagbe, affiancati da Petra Magoni, Ilaria Fantin, lo storico collaboratore di Delbono Bobò e Pepe Robledo.

Stimolato dalla fede della madre, il regista ha raccolto vicende umane tanto toccanti da evocare i principi evangelici. Non senza un travagliato percorso interiore: «Io non credo in Dio - spiega Delbono - questo Dio dei miracoli, questo Dio che cammina sull’acqua. Non si può camminare sull’acqua. Si può solo sprofondare nell’acqua, come sprofondano tutte queste persone che stanno arrivando qua e che cadono, come dei Cristi, in mezzo al mare. Ho incontrato delle persone che portavano segni di grandi ferite, di grandi lotte, ma anche segni di grande vita, ho trovato qualche cosa in loro che credo c’entri con la verità, la bellezza, l’arte, la fede. E forse con quel Vangelo in cui tanto credeva mia madre.»

Il coinvolgimento dei rifugiati e del personale di Villa Quaglina è stato profondo e ha convinto la onlus Piam a organizzare una trasferta a Venezia per assistere alla prima del film, che avrà luogo giovedì mattina. Oltre ad alcuni degli attori, andranno in laguna anche operatori del Piam e l’assessore ai Servizi sociali Piero Vercelli.

«Il film di Pippo Delbono si intitola Vangelo - riflette Vercelli - e a me viene in mente il passaggio dalla Genesi in cui il Padre domanda a Caino, dopo che lui ha ucciso Abele: “dove è tuo fratello?” Se l’umanità dovesse rispondere a questa domanda atavica cosa potrebbe dire? Come potrebbe giustificare l’ingiustizia subita da milioni di bambini, di donne e di uomini? Spero che la famiglia umana possa invertire la rotta e sappia un giorno rispondere a testa alta alla domanda “dov’è tuo fratello?”»

“Ombre dal fondo” è invece il documentario che la regista Paola Piacenza ha dedicato al reporter astigiano Domenico Quirico, rapito in Siria l’8 aprile 2013 e liberato dopo 152 giorni di prigionia. Sabato mattina la proiezione che, secondo le parole dell’autrice, «rievoca il percorso di una vita spesa a collezionare frammenti di vite altrui e ridiscende nel pozzo in cui il suo destino si fonde a quello dei protagonisti dei suoi racconti. La parola del reporter, che costruisce il tessuto narrativo del film, si coniuga all’azione.

Lungo il fronte russo-ucraino, prima e infine nel viaggio di ritorno verso il luogo dove, ha detto Quirico, tutto è cominciato e tutto è finito: in Siria».

Enrico Panirossi

Tags: cinema,festival del cinema di venezia,pippo delbono,domenico quirico,profughi,piam,asti

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