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A Nizza il Festival del Paesaggio Agrario
Buone pratiche, questione di sensibilità

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Articolo pubblicato il 14/03/2015 alle ore 11:00.
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Panoramica dalla cupola di Fontanile, buffer delle zone Unesco
La "cassetta degli attrezzi" per amministratori locali e operatori economici delle zone recentemente proclamate Patrimonio dell'Umanità si amplia questa domenica con nuovi strumenti, relativi ad architettura e pianificazione del territorio. Appuntamento a Nizza Monferrato, al Foro Boario di piazza Garibaldi, a partire dalle 9,30, con un nuovo convegno all'interno della settima edizione del Festival del Paesaggio Agrario, sempre per il coordinamento di Laurana Lajolo. Gli architetti Marco Pesce e Fabrizio Aimar hanno incontrato nelle scorse settimane i sindaci delle comunità collinari "Vigne&Vini" e "Valtiglione e dintorni", verificando con loro le principali criticità territoriali. «Nella relazione ci concentreremo sui problemi più sentiti -– anticipa Pesce. -– Le criticità possono diventare opportunità, purché si lavori in rete e si abbiano chiari gli obiettivi comuni. Per questa ragione porteremo esempi, anche dall'estero, di soluzioni virtuose».

Ostacolo alle nuove pratiche, a volte, sono le normative vigenti: «Pensiamo ai muri di cemento armato con funzione di contenimento. In molti casi è lo stesso piano regolatore a non consentire interventi di tipo differente, laddove sarebbero sufficienti piccoli accorgimenti per ridurre l'impatto visivo». Analogamente, la realizzazione di capannoni meno vistosi può avvenire sia con il mascheramento a posteriori che in fase progettuale. Mentre per quanto riguarda le piste ciclabili, lo scenario deve avere il più ampio respiro possibile; in questo senso sarà significativa, domenica, la presentazione del progetto "Valle Bormida. Un'attività di pensiero", che coinvolge ben 40 comuni in una prospettiva comunitaria: unico modo per dialogare con l'Unione Europea, anche economicamente, è proporre iniziative di grande portata.

«È un esercizio di sensibilità –- spiega Aimar. -– Il territorio non è solo scenario dell'attività umana, ma attore dell'intero processo. Ogni volta che si costruisce è importante valutare la necessità della nuova opera, serve inserirla con rispetto all'interno del contesto paesaggistico». Al convegno, oltre alle autorità, interverranno inoltre l'architetto Gianni Cavallero e i docenti Sergio Conti, Giuliana Biagioli e Marco Devecchi. L'evento è organizzato da Associazione Davide Lajolo, ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti della provincia di Asti e Unione di Comuni "Vigne e Vini" in collaborazione con Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l'Astigiano, Centro Studi Silvia Santagata e con il patrocinio di Regione, Provincia e Associazione Paesaggi Vitivinicoli Langhe–Roero e Monferrato.

Fulvio Gatti

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