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A Monteroni doppio successo
di Atzeni nei purosangue

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Articolo pubblicato il 21/03/2016 alle ore 18:13.
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Giovanni Atzeni
La riunione di corse prevista sull’ovale dello stadio di Monteroni d’Arbia (Siena) lo scorso 13 marzo ha avuto svolgimento domenica 20 con una settimana di ritardo. Gli organizzatori, viste le incerte condizioni climatiche, avevano infatti preferito posticipare la riunione di sette giorni. Di quanto accaduto ieri l’altro prendiamo in considerazione in particolare le corse riservate ai purosangue, due delle quali disputate in mattinata e tre nel pomeriggio.

Iscritti alla prima prova mattutina Federico Arri (col cavallo Giorgio), Giovanni Atzeni (Camilla), Andrea Coghe (Cyber Crime), Fabio Ferrero (Kylie), Jacopo Pacini (Ungara) e Alessandro Chiti (Vitalità). Non c’è stata storia, poiché Tittìa prendeva immediatamente il comando e manteneva la testa con facilità, respingendo i tentativi prima di Coghe e poi di Arri. Sul palo d’arrivo i tre si piazzavano in quest’ordine.
Alla seconda corsa disputatasi prima della pausa per il pranzo risultavano iscritti Andrea Chessa (Calimero), Donato Calvaccio (Ozzie), Giovanni Atzeni (Pipistrello), Meraviglia (Concamacca), Andrea Mari (Bettini) e Jacopo Pacini (Forever Young). Replay di quanto visto in precedenza: altro avvio a tutta per Atzeni, insidiato stavolta con maggiore insistenza da Mari. “Brio”, intuendo che superare all’esterno Tittìa sarebbe stata impresa improba, preferiva difendere la posizione e non forzare. In terza posizione Chessa, che non riusciva però mai ad accodarsi all’accoppiata davanti. Grande impegno ci metteva Pacini che spingeva a fondo, ma il “motore” del suo purosangue non gli permetteva di risalire.

La prima delle tre corse pomeridiane dei “puri” vedeva al canapo Dino Pes (Sagadisan), Simone Mereu (Saurina), Jonatan Bartoletti (Pistorios), Giuseppe Zedde (Vecchia Volpe), Antonio Siri (Paw Patrol) ed Elias Mannucci (Calimera). In grande spolvero Antonio Siri, sicuro al comando fin dalla caduta del canapo e poi sempre in controllo della situazione. Prestazione convincente quella di “Amsicora”, con Giuseppe Zedde a chiudere secondo in rimonta e Dino Pes, anche lui in risalita da dietro, buon terzo. Bartoletti, dopo un avvio al fulmicotone cedeva nettamente nell’ultimo giro. Bene Mannucci, partito di rincorsa, soprattutto nella fase immediatamente successiva al via. Poco alla volta però Turbine veniva risucchiato dai rivali e chiudeva nelle retrovie.

La quarta corsa del pomeriggio, seconda dei “puri”, vedeva iscritti Alessandro Chiti (New Generation), Carlo Sanna (Shuttle), Salvo Vicino (Arsneon), Jonatan Bartoletti (Wooden), Mattia Chiavassa (Marshall), Sebastiano Murtas (Jack Russel) e di rincorsa Giuseppe Angioi (Tabata). Carlo Sanna con un autentico missile sotto il sedere partiva davanti a tutti e trionfava. Soltanto nel finale “Brigante” vedeva insidiato il suo primato da Murtas, ma rintuzzava con mestiere il tentativo di “Grandine”. Terzo posto per Angioi, più staccato.

Nell’ultimo appuntamento dei purosangue si affrontavano Carlo Sanna (Pazzosu), Andrea Mari (Raioli), Giuseppe Zedde (Bimbino), Andrea Coghe (Bum Bum), Alessandro Chiti (Trastullo) e di rincorsa Simone Mereu (Morella). Confermandosi in ottima giornata “Gingillo” si imponeva nuovamente: gara piuttosto combattuta, con Mari davanti in avvio e tentativo di Coghe di scavalcarlo all’esterno ma il sorpasso non riusciva. A farsi sotto era poi “Gingillo” che scavalcava facilmente sia Coghe che Mari e volava verso la vittoria. Nella “bagarre” per la piazza d’onore emergeva Sanna col suo grigio, terzo era Mereu.
Bilancio della giornata riservata ai “puri”: due vittorie per Giovanni Atzeni, una a testa per Antonio Siri, Carlo Sanna e Giuseppe Zedde.

Risultati delle gare riservate ai mezzosangue
Le due corse del mattino che vedevano in pista gli anglo-arabi hanno fatto registrare le vittorie di Giuseppe Zedde su Remo Secondo e di Andrea Coghe su Matato. Nel pomeriggio successi di Valter Pusceddu (Shamera), Francesco Caria (Preziosa Penelope), Antonio Siri (Quit Gold) e Dino Pes (Ondina Prima).

Massimo Elia

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