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Viva il circo, purché senza animali

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Articolo pubblicato il 06/05/2015 alle ore 12:30.
Viva il circo, purché senza animali
Ho sempre considerato il circo un tendone pieno di magia che riesce a sorprendere piccoli e grandi grazie ad acrobazie incredibili e, ovviamente, anche agli animali. Per molti il circo non potrebbe esistere senza l'impiego di animali esotici, dai pony agli elefanti e persino ai temuti leoni. Uno dei più conosciuti circhi italiani, quello di Moira Orfei, ha come simbolo una tigre bianca, o albina, attrazione principale dello show. Ma non è questa specie in via d'estinzione?

Sicuramente sì, eppure questa, come molti altri animali,sono giornalmente usati come strumento di divertimento, anche se è stato dimostrato varie volte che un circo riesce a sopravvivere e anche a diventare famosissimo solo con numeri svolti da persone, come lo "Psychiatric Circus" che sono personalmente andata a vedere qualche giorno fa. Per il loro show hanno scelto un tema spaventoso ma anche divertente: tutti gli artisti hanno un ruolo all'interno di un ospedale psichiatrico, dai pazienti alle infermiere e ai medici talvolta più pazzi dei malati. Non bisogna pensare che sia uno spettacolo horror, ho visto in platea infatti persone dai sette ai cinquant'anni, e alla fine sembrava che tutti si fossero divertiti.

I tipici personaggi circensi quali clown, trapezzisti, giocolieri, contorsionisti, ballerine e uomini dalla forza incredibile venivano accompagnati durante le esibizioni da luci ed effetti sonori che suscitano negli spettatori suspance e ammirazione. Sostengo quindi che continuare a far uso di animali nei circhi sia ingiusto perché non sono più un'attrazione introvabile, esistendo ora moltissimi zoo e programmi televisivi che li ritraggono in ambienti sicuramente più naturali.

S.A.

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