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Viaggio fra gli abusivi degli stalli gialli

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Articolo pubblicato il 26/07/2016 alle ore 07:00.
Viaggio fra i “portoghesi” degli stalli gialli 3
I vigili controllano un'auto parcheggiata su stallo riservato a disabili

Da gennaio a giugno sono state 412 le multe elevate dalla Polizia Municipale di Asti solo per la sosta vietata negli stalli gialli dedicati ai disabili. Una media di oltre due al giorno che però, a giudicare dalle segnalazioni che spesso arrivano al Comando, ancora sono poche.

E allora è notizia di qualche giorno fa il potenziamento dell’attenzione degli agenti verso questo particolarmente odioso malvezzo degli automobilisti astigiani (e non solo) con l’istituzione di una pattuglia aggiuntiva che, una volta alla settimana farà un controllo specifico ed esclusivo sull’uso corretto dei parcheggi per disabili. Per capire meglio come lavora la pattuglia, ne abbiamo seguita una durante un normale servizio, di mercoledì, giorno di mercato.

Con il vice comandante vicario Roberto Pastrone e gli agenti Lorenzo Nesto e Mirko Vaccotto, il “giro” inizia all’ospedale, luogo dove ogni giorno più pattuglie fanno sopralluoghi e verifiche sia agli stalli esterni che a quelli del parcheggio sotterraneo. E non capita mai che il blocchetto delle multe resti nella tasca degli agenti, perché ci sono sempre auto che parcheggiano negli stalli gialli senza averne diritto: un po’ perché sono esauriti gli altri parcheggi bianchi, un po’ perché la vicinanza degli stalli per disabili agli ingressi dell’ospedale sono una bella tentazione.

Quello che però gli agenti possono fare è solo elevare la multa (85 euro piena, ridotta a 59,50 se pagata entro 5 giorni oltre alla decurtazione di due punti dalla patente) perché il parcheggio sotterraneo è interdetto alle gru per la rimozione dell’auto: soffitto troppo basso, non è possibile agganciare e portare via. I casi più comuni di irregolarità sono il parcheggio senza l’esibizione del contrassegno che indica il diritto allo stallo giallo oppure l’esibizione di un contrassegno non più in corso di validità. Da settembre, infatti, non sono più validi quelli vecchi gialli ma solo quelli blu, europei.

«Va detto che, una volta apposta la multa, se arriva la persona disabile che ci fa vedere il contrassegno, noi la annulliamo immediatamente, così come siamo aperti ad ogni chiarimento per non infierire» sottolinea il vice comandante Pastrone. Ma spesso le discussioni si fanno animate e non tutti conoscono esattamente a cosa dà diritto il contrassegno.

Chi ne ha diritto

Esso è personale e non può essere usato in assenza della persona disabile cui è intestato. L’auto può indifferentemente essere intestata al disabile o a un suo accompagnatore, ma per aver diritto allo stallo giallo, oltre all’esposizione del cartoncino, ci deve essere in auto la persona per la quale è stato emesso.

L’intuito verso chi approfitta del pass

Di qui l’intuito degli agenti di polizia municipale che hanno sviluppato un senso senso per i “portoghesi” degli stalli gialli. «In un caso – ricorda Lorenzo Nesto – abbiamo visto parcheggiata in uno stallo vicino all’ospedale un’auto con il regolare contrassegno esposto. Era in un orario un po’ insolito per una visita, così siamo risaliti all’intestatario dell’autorizzazione, una donna anziana; siamo andati a casa sua e l’abbiamo trovata lì in compagnia della badante. Il contrassegno era invece stato usato dalla figlia, pienamente abile».

Il controllo “a vista” di chi sale e di chi scende dalle auto con contrassegno regolare, è molto praticato dalle pattuglie di vigili, anche se, in quel caso, non sempre la disabilità è visibile e dunque, prima di contestare irregolarità, cercano di capire meglio, anche attraverso la banca dati, il diritto o meno all’occupazione dello stallo.

Lo stallo più abusato

In via XX Settembre, circa a metà della via, si trova lo stallo che, secondo gli agenti della polizia municipale è il più “abusato” di tutta la città, quello dove ad ogni controllo scatta la multa di qualcuno che lo occupa senza averne motivo.

Le scuse dei trasgressori

Scarsa la fantasia degli automobilisti quando, pizzicati, cercano di farsi togliere la multa dagli agenti ancora presenti sul posto: “Ma mi sono fermato solo 5 minuti”, “Ma guardi anche lei in giro, in quale altro posto potevo lasciare la macchina?”, “Invece che fare le multe a me, dovreste andare in giro a prendere i ladri”, “Ho diritto a lasciare l’auto in questo stallo perché sono andato in farmacia a prendere i medicinali per mia madre che non sta bene”. Senza contare quelli che possono agire in due e lasciano in auto il conducente il quale, come una vedetta attenta, appena vede arrivare la pattuglia schizza via dal posto prima che possano prendere il numero di targa.

Tutte queste persone non si rendono conto che, fosse anche solo per un minuto, il posto occupato abusivamente nega il diritto al parcheggio ad una persona disabile. Soprattutto se si tratta di uno di quelli riservati, con la targa dell’automobile scritta sul segnale verticale: significa che nel palazzo adiacente vive un disabile e quella sosta gli consente di poter tornare a casa.

Cartelli per dissuadere

Da qualche mese un centinaio di stalli gialli del centro cittadino portano anche un ulteriore cartello di “dissuasione” finanziato dall’Inner Wheel di Asti con scritte che richiamano direttamente al senso civico degli automobilisti. Chissà che le parole possano più delle multe.

Daniela Peira

Tags: parcheggio,polizia municipale,disabili

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