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Veronesi: tabacco e alimentazione
responsabili del 60% dei casi di tumore

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Articolo pubblicato il 12/11/2012 alle ore 10:26.
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Il prof. Umberto Veronesi
Il professor Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale e direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia, è stato applauditissimo oratore dell’incontro su “Alimentazione e genetica nella lotta contro i tumori”, svoltosi nell’aula magna dell’Università di Asti ed organizzato dai clubs Lions “Asti host” e di Villanova, in collaborazione con la sezione astigiana della LILT (lega italiana lotta ai tumori). Al termine degli indirizzi di saluto dei presidenti dei due Lions clubs, Ercole Biamino e Francesca Ragusa, il presidente della Fondazione CRAT, Michele Maggiora, ha ricordato che nell’università astigiana si compie ricerca, oltre che didattica, ed ha ringraziato il prof. Veronesi per la grande disponibilità sempre mostrata verso la nostra città.

Il prof. Veronesi si è soffermato sulla stretta relazione esistente fra alimentazione e salute, un tema che sino ad oggi non ha ricevuto tutta l’attenzione scientifica che meriterebbe. Dopo aver ricordato che negli ultimi anni di tumori ci si ammala di più, ma si muore di meno, soprattutto in conseguenza dell’opera di prevenzione svolta, il prof. Veronesi ha rilevato la stretta relazione esistente fra alimentazione e malattia. «Il tabacco e l’alimentazione – ha detto - sono responsabili del 60% dei rischi di ammalarsi di tumore, mentre solo il 20% è legato alle infezioni virali. La media europea dei tumori al seno è del 60,9 % dei casi, ma la percentuale è molto più bassa nei paesi mediterranei, con dieta ricca di frutta e verdura, e più alta in quelli del Nord Europa, che ne fanno poco uso. Ad esempio, non esiste tumore intestinale dove non si consuma carne».

La ricerca sulle proprietà benefiche e protettrici degli alimenti è poco coltivata e solo da pochi anni si studiano le molecole protettive delle cellule: si sono così scoperte le proprietà della curcumina, del resveratrolo (presente nel vino) del limonene (negli agrumi), della delfinidina (nei mirtilli), ma tutti i vegetali scuri contengono antociani protettori delle cellule.

«In Francia ci sono meno infarti che in Italia – ha detto Veronesi – perché si beve molto vino rosso, ma fanno benissimo anche le fragole, l’aglio, il the verde, il cavolo verza, la soia, i broccoli, la zucca, le patate, le carote: i pomodori, consumati sotto forma di conserva, sono ottimi difensori dai tumori alla prostata.  Occorre ridurre al minimo il consumo di carne, anche per ragioni di tutela ambientale: produrre un chilo di carne richiede un consumo di 15.000 litri d’acqua, che si potrebbero risparmiare pensando che nei vegetali esiste un arsenale di molecole anticancro, che sono l’arma più semplice».

Veronesi, sostenendo le ragioni della dieta vegetariana, ha ricordato che il mondo occidentale spreca cibo, mentre ogni giorno 185 milioni di bambini soffrono la fame: l’alimentazione diventa perciò una scelta ambientale ed etica, così come il rifiuto di consumare la carne, prodotta dalla sofferenza degli animali.

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