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Vallebelbo: tutta l’estate senza
“India”, l’ambulanza con infermiere

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Articolo pubblicato il 27/05/2015 alle ore 07:00.
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L'equipaggio dell'ambulanza India di Canelli
L’ambulanza “India” va in ferie. A Canelli, da giugno a fine agosto, il servizio di primo intervento con infermiere a bordo sarà sospeso. «Lo abbiamo appreso dagli stessi infermieri che, qualche giorno fa, ci hanno informati che non sono previsti turni di presidio nei prossimi tre mesi» spiega Mario Bianco, presidente del comitato locale della Croce Rossa. Il mezzo staziona presso la sede del gruppo in via dei Prati: un operatore sanitario professionale è sempre disponibile in caso di chiamata. La presenza è spalmata sulle ventiquattro ore, in alternanza con la medicalizzata di stanza a Santo Stefano Belbo: dodici ore di servizio per ogni equipaggio, notte e giorno, con copertura su tutta la Valle Belbo.

Un ridimensionamento che ha lasciato perplessi e stupiti volontari e responsabili anche per la modalità con la quale la notizia è stata veicolata. «Questo è lo stile della Regione – tuona il sindaco Marco Gabusi -: si sospendono attività basilari senza dire nulla agli interessati. Questa è collaborazione e attenzione alle realtà più disagiate?». Polemiche e prese di posizione non risolvono, comunque, il problema di un servizio lasciato monco in un periodo, quello estivo, dove le attività agricole sono in pieno fermento e le urgenze non mancano.

Una “grana” che Mario Bianco cerca di delineare nei contorni. «Le infermiere a disposizione del 118 sono undici. In estate, tra la necessita di smaltire gli straordinari accumulati e le ferie, la struttura che gestisce l’emergenza ha dovuto giocoforza operare dei tagli. Canelli, trovandosi a metà strada tra Nizza, dov’è sempre attivo il 118, e Santo Stefano Belbo, Asl di Alba che mantiene “India” funzionante, è stata giudicata sufficientemente servita e baricentrica potendosi appoggiare sui due presidi» aggiunge Bianco. Il quale sottolinea l’importanza di “India” per il territorio. «Qualche settimana fa – dice -, se non fosse stato per il pronto intervento dell’infermiere specializzato, un paziente a Calosso non sarebbe sopravvissuto».

Il presidente del comitato locale Cri assicura ancor maggiore presenza «delle ambulanze di base che già normalmente operano a Canelli. I nostri volontari sono altamente specializzati, grazie anche ai corsi di aggiornamento che frequentano assiduamente, garantendo un’assistenza sempre puntuale». Estate calda, dunque, per la Cri canellese che, all’inizio del 2016 secondo quanto stabilito dal nuovo statuto della onlus e dopo l’assemblea generale di Roma, dovrà eleggere il nuovo responsabile. Mario Bianco, dopo più di tre lustri, vorrebbe passare la mano. «Il ricambio è giusto, oltre che necessario. Le competenze ci sono; bisogna solo aver voglia di metterle in pratica».

Giovanni Vassallo

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