Scuola media Jona

Una bambina nel vento

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Articolo pubblicato il 09/06/2017 alle ore 07:53.
Una bambina nel vento 2
Una bambina nel vento

E’ appena finita la prima Guerra Mondiale,

e il razzismo in Germania prevale.

Sono difficili per noi gli anni del dopoguerra,

e qui siamo con il morale a terra.

 

Io sono una bambina ebrea vittima del razzismo

e in Germania Hitler promuove l’antisemitismo.

Mi chiedo perché non posso più andare a scuola,

e in questi  giorni mi sento terribilmente sola.

 

Nel 1933 in Germania comincia la dittatura,

e con Hitler viene esercitata una totale censura,

tale che moltissime case vengono ispezionate

e in frantumi tutte le vetrine ebree vengono mandate.

 

Dalla mia casa mi mandano via violentemente

e mi fanno indossare una stella a sei punte obbligatoriamente.

In una casa piccola e brutta vengo portata ,

e da altri ho scoperto che “ghetto” viene chiamata .

 

Vedo una mia amica tedesca da lontano,

e con un sorriso le tendo la mano,

mi avvicino a lei passeggiando

mentre lei mi dice: “ Vattene infame! “ sputando.

 

Dopo questo episodio mi sento sconfitta

ed è come se un pugnale mi avesse trafitta..

In un treno colmo di ebrei vengo fatta andare

e in quel  momento capisco di non poter più sognare.

 

Ad Auschwitz siamo tanti, tutti ebrei,

ma anche se non li conosco, li considero fratelli miei..

Dalla mia famiglia vengo separata

e in un campo a lavorare vengo mandata.

 

Ogni giorno vengo affascinata,

dalla tanta gente che in una torre viene portata,

ma dal suo comignolo escono solo fumo e polvere

e mentre rabbrividisco mi metto a correre.

 

La mia vita è ormai sommersa nell’oscurità

e qui non posso più esprimere la mia felicità.

e ora sono nel vento abbandonata

perché la mia vita brutalmente è stata spezzata.

 

Noemi Capra e Federica Ragusa, classe IIIF scuola media JONA

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