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Un aiuto alla sanità dalla Fondazione CrAsti, lettera aperta Quaglia-Scognamiglio

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Articolo pubblicato il 04/03/2015 alle ore 07:00.
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Un corridoio interno del "Cardinal Massaia"
Pur comprendendo le difficoltà della Fondazione CrAsti in relazione alla tassazione dei dividendi bancari disposta dalla legge di stabilità, Angela Quaglia e Massimo Scognamiglio, in qualità di referenti dell'Osservatorio della Sanità nato per tenere viva l'attenzione sulla riforma sanitaria piemontese e vigilare sulle questioni ancora aperte che interessano alcuni reparti del Cardinal Massaia, sostengono, in una lettera aperta, che il sostegno economico alla sanità astigiana non possa venire meno.

«I contributi destinati dalla Fondazione CrAsti all'Asl nel 2014, pari a 238.310 euro, hanno reso possibili, tra l'altro, importanti sinergie con l'Università di Torino per l'erogazione di borse di studio finalizzate alla specializzazione di giovani medici che, inseriti nei reparti, hanno concorso alla funzionalità degli stessi: Neurologia, Chirurgia Vascolare e Ostetricia/Ginecologia -– si legge nella lettera firmata dai due consiglieri -– Un contributo certamente considerevole, così come la decisione della Fondazione di finanziare, come anticipato dal Documento programmatico previsionale, due importanti progetti, vale a dire quello a favore dell'Ostetricia/Ginecologia del Massaia (attivazione del centro di fecondazione assistita) e quello attivato con la Dermatologia per lo screening del melanoma cutaneo con un importo di 51 mila euro. Ma – - proseguono Quaglia e Scognamiglio -– riteniamo sia necessario dare continuità anche ad altri interventi in una logica di rafforzamento del nosocomio cittadino. Non possiamo mettere in discussione le borse di studio assicurate finora perché senza di esse e senza quei giovani medici l'attività sanitaria verrebbe ridotta a discapito sia degli utenti sia della "produzione" che, come noto, concorre per la Regione alla valutazione tra ospedali. Allo stesso modo riteniamo si possa fare di più in una logica di rafforzamento di alcune eccellenze sanitarie investendo nel trattamento intraoperatorio complementare della neoplasia mammaria (Progetto IORT), trasversale ai reparti di Radioterapia e Ginecologia».

Accanto ai grandi enti come Asl, Polo Universitario Astiss e Palazzo Mazzetti, la Fondazione CrAsti fino a ieri finanziava tantissime altre realtà astigiane meno conosciute, impegnate in diversi campi dalla ricerca al sociale, dalla cultura allo sport, che ora si chiedono quali attività e quali iniziative avranno ancora la forza di proporre a fronte di una riduzione dei fondi a disposizione della Fondazione stessa. «Anche un contributo minimo, di un migliaio di euro, permette a una piccola fondazione di proporre qualcosa in più al pubblico -– spiegano -– C'è chi sostiene che sia poco utile distribuire "a pioggia" finanziamenti a tante piccole realtà: non siamo d'accordo. Anche un piccolo ente che propone laboratori teatrali piuttosto che attività sportive svolge un ruolo importantissimo di socializzazione e aggregazione che non va sminuito».

m.b.

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