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Tirocini retribuiti
per giovani e aziende

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Articolo pubblicato il 22/02/2016 alle ore 07:00.
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Da sinistra, l'assessore Parodi e le referenti di "Italia lavoro"
Scadenza molto ravvicinata per il bando "Botteghe di mestiere e dell'innovazione", promosso da "Italia Lavoro SpA", Ente strumentale del Ministero del Lavoro per la promozione di politiche dell'occupazione e dell'inclusione sociale. Dovranno essere presentate entro le ore 12 dell'8 marzo, infatti, le domande di partecipazione da parte delle aziende interessate a impiegare giovani tirocinanti per un periodo di sei mesi grazie ai fondi messi a disposizione da "Italia Lavoro". Come emerso giovedì in Municipio, in occasione della presentazione del bando da parte delle referenti dell'Ente ministeriale, alla presenza dell'assessore comunale alle Attività produttive Marta Parodi. In tutta Italia sono previsti 934 percorsi di tirocinio, di cui 529 solo tra Campania, Calabria, Puglia e Sicilia e 395 in tutte le altre regioni, quindi con numeri ridotti a livello provinciale.

Possono fare domanda e vedersi assegnati tirocinanti le cosiddette "botteghe di mestiere e dell'innovazione", ovvero gruppi (già nati o da formare per l'occasione) costituiti da: un soggetto promotore abilitato a promuovere tirocini (come il Centro per l'impiego, le agenzie per il lavoro, le agenzie formative legate alle associazioni di categoria); una grande azienda (o un gruppo di ditte, al massimo dieci) presso la quale (o le quali) verranno svolti i tirocini (da un minimo di 7 ad un massimo di 10 tirocinanti per bottega). La differenza tra piccole e grandi aziende è legata al fatto che, per legge, il numero di tirocinanti concesso è legato al numero di dipendenti che ha un'impresa. In caso di più aziende, queste ultime devono costituire raggruppamenti quali consorzi, associazioni temporanee di scopo, contratti di rete, partnership o altre forme regolamentate.

Le botteghe possono essere settoriali, e coinvolgere aziende che operano allo stesso stadio di un ciclo produttivo in uno degli otto comparti previsti dal bando (abbigliamento - moda, agroalimentare-enogastronomia-ristorazione, artigianato artistico, grande distribuzione organizzata, legno-arredocasa, meccanico, navale, stampa). Oppure botteghe di filiera, comprendenti aziende che operano lungo l'intero ciclo di vita di un prodotto, in una delle tre filiere previste dal bando (abbigliamento - moda, agroalimentare-enogastronomia-ristorazione, legno-arredocasa). Alle botteghe possono partecipare le aziende in possesso di specifici codici Ateco indicati nel bando nonché aziende operanti nel campo dell'artigianato digitale, ovvero che utilizzano tecnologie digitali per la fabbricazione di nuovi prodotti o per lo sviluppo di processi produttivi non convenzionali, in particolare: modellizzazione e stampa 3D, strumenti di prototipazione elettronica avanzata e software dinamici, tecnologie di open hardware, lavorazioni digitali quali il taglio laser e la fresatura a controllo numerico.

Il bando prevede, a carico di Italia Lavoro, un rimborso di 500 euro mensili a tirocinante per un monte orario settimanale di minimo 25 ore settimanali (in Piemonte, se l'orario è superiore a 32 ore, è previsto l'obbligo di 100 euro mensili in più da parte dell'azienda); massimo 250 euro mensili all'azienda per il tutoraggio di ciascun tirocinante; massimo 500 euro al soggetto promotore di ogni filiera per ciascun tirocinio portato a termine. Da ricordare, dato che oramai le procedure sono spesso digitalizzate, che in questo caso le candidature vanno inviate in forma cartacea entro le ore 12 dell'8 marzo (per informazioni in tal senso visitare il sito www.botteghemestiereinnovazione.it) e che non farà fede il timbro postale.

I giovani interessati a proporsi come tirocinanti, invece, devono attendere che, a livello nazionale, le candidature delle aziende siano selezionate da "Italia Lavoro". Dopodiché, sul portale dell'Ente (www.italialavoro.it), i ragazzi potranno fare domanda per una sola bottega, anche in una regione diversa da quella di appartenenza. A questa fase potranno candidarsi giovani disoccupati o inoccupati tra i 18 e i 35 anni non compiuti, di cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione europea o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno. «Da notare - ha sottolineato l'assessore Parodi - che il bando dimostra di prendere atto che la situazione di disoccupazione giovanile si protrae ormai fino a i 35 anni, e non più ai 29 come prevedeva la scorsa edizione del bando».

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