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Think and made

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Articolo pubblicato il 07/03/2016 alle ore 14:25.
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Re-Made in via Gobetti 17 ad Asti
Siamo ormai tutti consapevoli che uno dei problemi della nostra società è lo spreco; una possibile soluzione è invece il riciclo.  Abbiamo intervistato Franco Nicola, proprietario del negozio Re-Made in Via Gobetti 17 ad Asti.
                                 
Com’è nata l’idea di aprire questo negozio?
L’idea non è venuta a me, ma ad un mio amico che si chiama Andrea Mirella. Lui e la moglie di origine coreana, laureata all’Accademia di Belle Arti di Torino, vedendo che molte cose venivano buttate via provocando sia inquinamento che sporcizia, hanno pensato: “Perché non si possono riutilizzare i materiali che noi usiamo giornalmente?”; così hanno incominciato a produrre delle linee di accessori per l’abbigliamento con materiali riciclati:  nacquero le prime borse, le prime collane e i primi braccialetti fatti proprio con materiale riciclato.

Perché il nome re-Made?
Proprio da “ri-fare” come si dice in inglese, no? Anche per dare un tocco internazionale, infatti il negozio esiste anche all’estero, per esempio in Spagna. E’ nata come una conduzione famigliare e adesso è un franchising. E’ un marchio nato qui, ad Asti, si sta diffondendo in tutta Europa, ma abbiamo anche contatti con gli Stati Uniti.

Di cosa vi occupate?
Ci occupiamo di riciclo di materiali che prima venivano buttati e adesso noi li compriamo, li puliamo e li lavoriamo nel nostro laboratorio per dare forma agli oggetti che creeremo. In parole povere acquistiamo la materia prima, creiamo il modello, cuciamo, produciamo e infine mettiamo in vendita il prodotto.

Dove prendete i materiali?
Il materiale utilizzato è tratto da banner pubblicitari in materiale plastico che si trovano per esempio negli aeroporti. Un altro dei materiali che utilizziamo sono le cinture di sicurezza che vengono usate nei crash test, le recuperiamo e facciamo delle borse.

Qual è l’oggetto più venduto?
Vendiamo principalmente: orecchini, borse, anelli, collane, portachiavi e bracciali ma la borsa, sicuramente, è la più venduta.
  
Avete notato una maggiore sensibilità negli acquirenti nel comprare un oggetto riciclato?
Sì, l’interesse sta aumentando.

E’ un lavoro interessante?
Molto.

Abbiamo ringraziato sentitamente il titolare che si è prestato alla nostra intervista e invitiamo tutti i cittadini a visitare il negozio e a vedere come un oggetto rinasce una seconda volta.
Visitate il sito: www.re-Made.info

Alessandra Bono, Valentina Capusso, Giulia Remondino
Classe 2° A

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