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Stralci dalle interviste presentate nel percorso di “Ricordi futuri”

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Articolo pubblicato il 05/05/2016 alle ore 17:54.
Stralci dalle interviste presentate nel percorso di “Ricordi futuri” 2
Stralci dalle interviste presentate nel percorso di “Ricordi futuri”

 Domanda a Daniel Libeskind (Architetto statunitense di origine ebraica che ha riprogettato Ground Zero dopo la caduta delle Torri Gemelle).

Che cos'è il ricordo? 

“I ricordi sono come le fondamenta di un edificio, infatti se non si hanno buone basi non si può costruire un edificio solido; i ricordi quindi sono le fondamenta del nostro presente e del futuro.”

 

Domanda ad Arturo Swartz (Storico dell'arte, filosofo e saggista).

Il ricordo è già futuro. Inoltre stiamo vivendo un periodo storico veloce, pieno di guerre e atrocità. La memoria di questo futuro che cosa conterrà?

“Io ho fede negli esseri umani e spero che il futuro sia meglio del nostro presente. Ogni evento insegna qualcosa, l'importante è sapere a che punto sono la memoria e l'insegnamento per creare frutti da essi.”

“I ricordi delle atrocità del passato non sono una garanzia che questi fatti non si ripetano. Da un lato, io ho fede nel futuro, perché ho fede negli uomini, dall'altro c'è un certo pessimismo in me. Riconosco che la malvagità è insita nell'uomo”

 

 Domanda a Maria De Benedetti (psicologa, educatrice, già vice-sindaco di Asti)

Tu hai sempre vissuto in mezzo ai ragazzi ed hai avuto una grande esperienza umana dell’insegnamento. Secondo te quale percezione hanno i giovani di oggi del concetto di memoria?

“I giovani vivono un periodo fisiologico in cui manifestano violenza e ribellione verso i coetanei e verso l'esterno. Se non hanno una guida che li indirizzi verso la migliore realizzazione di sé, si rischia che essi ripetano comportamenti negativi che influiscono sulla loro vita e sulla società, senza trarre dalla memoria i giusti insegnamenti, ripetendo gli errori del passato. Alcuni giovani sono lontani dal passato e disinteressati al futuro e ciò, purtroppo mi fa essere pessimista.”

 

Liliana Segre (sopravvissuta ai campi di concentramento, scrittrice italiana)      

 “La chiave per comprendere le ragioni del male è l'indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c'è limite all'orrore.”

Rares Diaconovici e Giacomo Giaretti 2a B

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