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Se lo spettacolo deve continuare, allora si dica delle curve alla mafia

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Articolo pubblicato il 19/07/2016 alle ore 11:03.
Se lo spettacolo deve continuare, allora si dica delle curve alla mafia 2
La Curva Scirea nello stadio della Juventus

Sarà il caso di mettere giù le nostre quattro chiacchiere o invece tacere, visto che cosa è accaduto in Francia e in Turchia? Tutti sono per lo “spettacolo deve continuare”, anche quelli del Giro di Francia che per essere la “corsa più bella del mondo”, ha collezionato un paio di figuracce mica male. D’altra parte anche in Italia, dove il campionato di calcio non è il più bello del mondo ormai da almeno un decennio, c’è qualcuno che ancora ci crede e passa le sue giornate ad ascoltare o leggere commenti su questo che vale 60 milioni, quell’altro che per averlo bisogna sborsarne prima di tutto 94 e così via.

Per un paese che ha un debito pubblico tra i più alti dell’occidente e un campionato che in un anno riesce ad avere per la sola serie A circa 400milioni di passivo complessivo, non è male. Soprattutto se questo fa passare in secondo piano – qualche articolo per un paio di giorni, non di più – la vertenza giudiziaria avviata a Torino per la praticamente certa conquista da parte della mafia della curva Scirea allo stadio della Juve.

Qui si parla di Juve ma il fenomeno è purtroppo comune a molte altre società italiane e certi eventi non possono verificarsi senza la complicità delle società stesse: dunque i problemi veri del calcio italiano forse non sono quelli del ranking mondiale, del posizionamento in Europa, del fatturato, ma altri e ben più inquietanti. Magari parlarne un po’ più diffusamente?

Dubito che avverrà, come dubito che qualcuno si prenda davvero a cuore le sorti dell’Asti calcio che – tanto per non smentire la cosa del piove sempre sul bagnato – corre il serio rischio di perdere la gestione del Censin Bosia. Meno male che almeno il Colline è stato ripescato in Eccellenza e il calcio a 5 sembra voler ripartire con nuove forze e immutati entusiasmi. Entusiasmo anche per le belle prestazioni della New Asti Skating a Riccione e di Mattia Lazzarino ai mondiali giovanili di Pentathlon, mentre la giovane moncalvese Gaia Raimondo torna in nazionale, questa volta under 18, di hockey su prato per gli Europei B di categoria a Glasgow.

Detto che nel tamburello a muro hanno vinto quelle che dovevano vincere e che a Callianetto si torna giocare per lo scudetto femminile, le note di chiusura sono per il bel torneo di tennis in carrozzina al Dlf patrocinato, tra l’altro, dai Veterani Sportivi di Asti; a proposito di veterani, che dire di Gin Bonetti e Miriam Borali Gola tricolori master di tennis? Forse basta bravi!

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