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Secondo Confagricoltura non è la carne
l'imputata ma i metodi di cucinarla

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Articolo pubblicato il 31/10/2015 alle ore 07:00.
Secondo Confagricoltura non è la carne<br/>l&#39;imputata ma i metodi di cucinarla
«In discussione, qui, non è la qualità delle carni nostrane e metodi di allevamento di assoluta avanguardia per la salute degli animali e il rispetto dei ritmi naturali, ma i metodi di cottura». Cambia tiro alla discussione Francesco Giaquinta, direttore di Confagricoltura Asti: «da preferire è la bollitura (e non a caso il bollito misto è un piatto tipico piemontese), la cottura in padella a fiamma bassa senza l'aggiunta di condimenti ricchi di grassi e la cottura a vapore, in assoluto il metodo più salutare e indicato per salvaguardare le proprietà nutritive della carne».
Giaquinta ricorda che la carne degli allevamenti piemontesi è inserita da nutrizionisti e pediatri ai vertici della piramide alimentare e rinunciarvi comporta gravi carenze ntrizionali come bassi livelli di ferro, proteine, vitamina D e vitamina B12. «Falsi allarmismi mettono a rischio circa mille aziende in provincia di Asti e 3 mila addetti complessivi».

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