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Scuola e lavoro, le nostre domande alla politica

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Articolo pubblicato il 19/02/2013 alle ore 16:52.
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Scuola e lavoro, le nostre domande alla politica
Abbiamo rivolto ai rappresentanti dei partiti candidati per il Parlamento le stesse domande:
“La tua coalizione come cambierebbe la scuola e l’università italiana?”
“L’Italia è un paese vecchio: i giovani faticano a trovare un lavoro, una casa e a costruirsi una famiglia. Come intendete offrire opportunità concrete per cambiare la situazione?” Ecco le loro risposte.

GIANNI BOSSO Fare per Fermare il Declino

La via è quella del merito. Nella scuola bisogna valorizzare docenti e dirigenti (premiandoli in base ai risultati) e dare vera autonomia agli istituti, per rispondere diversamente alle diverse esigenze degli studenti. Nell’università l’avanzamento di carriera dei docenti e l’assegnazione dei fondi devono essere legati alla valutazione dell’attività didattica e della ricerca. Un mercato del lavoro più giusto, che esca dal dualismo stabilità- precarietà, ma anche più fl essibile e dinamico, accanto all’incentivo fiscale ad impiegare giovani e donne; promozione del merito e rilancio dell’economia stimolando liberalizzazioni e concorrenza; politiche attive per la donna e la famiglia. Solo in un Italia davvero rinnovata i giovani troveranno le opportunità che meritano.

ENRICO GOITRE PdL

Per prima cosa vanno corretti i difetti di scuola e università: gli stipendi ammontano al 91% delle spesa complessiva in istruzione, lasciando molto poco agli investimenti. Occorre più autonomia nell’organizzazione dell’off erta scolastica, per una sana concorrenza tra i vari istituti. Vanno anche introdotti sistemi di valutazione della qualità delle scuole stesse. Serve una promozione del digitale e della lingua inglese, l’esenzione fi - scale per le borse di studio, la promozione del sistema dei prestiti d’onore. Le possibilità per i giovani di trovare un lavoro, e dunque di costruirsi un futuro, dipendono dalla ripresa economica, impossibile con questi livelli di tassazione: oltre a misure mirate, come la detassazione totale per 5 anni delle nuove assunzioni, è indispensabile una generale riduzione della pressione fi scale sulle imprese, a partire dall’azzeramento progressivo dell’IRAP.

ENRICO MATTIUZZO Partito Democratico

Occorre rinegoziare il patto di stabilità dei comuni, ai quali demandare la ristrutturazione degli edifi ci scolastici. Dovrà invertirsi quella tendenza degli ultimi cinque anni in cui i fondi alla scuola venivano tagliati drasticamente. L’università sarà il centro innovativo dell’Italia, potenziando la ricerca potremmo sviluppare nuove tecnologie potenzialmente capaci di stimolare la crescita. L’università dovrà essere pubblica e accessibile a tutti, non più quell’istituzione accessibile solo ai fi gli dei più ricchi. Occorre rivedere il sistema dei contratti lavorativi in Italia, per far sì che il lavoro a tempo indeterminato costi meno di quello a tempo determinato. Per creare occupazione occorre creare degli investimenti sulla green economy e sulle nuove tecnologie. L’Italia sarà un paese vecchio fi no a quando rimarrà ancorato ai vecchi sistemi di produzione. NICOLÒ OLLINO Rivoluzione Civile Rivoluzione Civile è in contrasto con le politiche dei precedenti governi che hanno reso la scuola e l’università inaccessibile alle

ANTHONY SEBASTIANO TONA Sinistra Ecologia e Libertà

Intendiamo ripristinare l’articolo 18 sui licenziamenti senza giusta causa e giustificato motivo, avviare un Piano Verde per il lavoro con investimenti pubblici capaci di stimolare quelli privati per la messa in sicurezza del territorio, delle scuole, per l’efficientamento energetico degli immobili, per la cura del nostro paesaggio e la riqualificazione urbana. Occorre investire sullo stato sociale. Attraverso il taglio delle spese per l’acquisto degli inutili aerei da guerra F 35, possiamo recuperare risorse da investire in un forte programma di edilizia scolastica in tutto il territorio nazionale che rinnovi le strutture. Proponiamo una riforma che equipari le risorse e gli investimenti per l’istruzione italiana a quelli della media europea. Un piano pluriennale di immissione in ruolo dei precari, nuovi nidi pubfasce più povere ignorando la fuga di cervelli. Bisogna investire più fondi pubblici, cancellare i fi nanziamenti alle scuole private, aumentare le borse di studio, mettere in sicurezza gli edifi ci e riscrivere le leggi che imbavagliano la ricerca. La disoccupazione giovanile si combatte abbassando l’età pensionabile e aprendo il mercato del lavoro ai giovani. Si deve istituire un reddito minimo garantito per disoccupati, precari e studenti così da fornire le basi necessarie per rendere più facile, assieme all’abolizione dell’IMU sulla prima casa sotto gli 800.000 € di valore e al riconoscimento legale delle coppie di fatto, farsi una casa ed una famiglia.

PAOLO ROMANO Movimento 5 Stelle

Il M5S prevede di abolire i fi nanziamenti alla scuola privata per favorire esclusivamente quella pubblica, mentre per quanto riguarda l’università è importante valorizzare il lavoro dei ricercatori creando un rapporto collaborativo con le aziende, facilitando così l’ingresso dei neolaureati nel mondo del lavoro. Per i giovani in cerca di lavoro proponiamo un reddito di cittadinanza della durata di 3 anni, ovvero un reddito di entità tale da consentire alle persone di vivere in una propria abitazione e rendersi comunque autonomi dalla famiglia dopo la maggiore età, così si consentirebbe loro di poter scegliere il lavoro più adatto alle proprie competenze e di non essere obbligati ad accettare qualsiasi proposta lavorativa. I soldi per fare questo si possono recuperare tagliano le spese della politica, eliminando i fondi destinati alle grandi opere inutili, ai fi nanziamenti delle spese militari e delle relative “missioni di pace”

DAVIDE SCAIOLA Lega Nord

La Lega Nord ritiene che la disoccupazione giovanile sia uno dei primi problemi da risolvere per questo propone di favorire il rapporto scuola-impresa sostenendo i percorsi di formazione professionale post diploma e post laurea, insieme a sgravi fi scali per le imprese che assumono Under35. Le nostre parole d’ordine sono ‘’merito’’ e ‘’autonomia’’, perciò vogliamo favorire i prestiti d’onore per responsabilizzare e valorizzare gli studenti davvero meritevoli, creare borse di studio fi nanziabili dai privati con sgravi fi scali. La Scuola che vogliamo deve essere autonoma nella scelta degli insegnanti e della gestione efficiente dell’off erta formativa. Queste proposte passano dal punto cardine del nostro programma: il 75% delle tasse al Nord, che permetterà al Piemonte di disporre di 15Mld in più. blici, Università e ricerca devono essere considerati beni pubblici essenziali.

MAURIZIO TOSCANO Unione di Centro

Il futuro di ogni società risiede nella capacità di investire in cultura, ricerca, formazione ed è proprio investendo sulla conoscenza che i grandi Paesi off rono maggiori opportunità ai loro cittadini. Bisogna puntare soprattutto sulla meritrocrazia, off rendo un prestito d’onore per gli studenti meritevoli, nessuna tassa di iscrizione, nessuna tassa regionale, casa dello studente, trasporto e mensa gratuiti, per dare a tutti e non solo ai fi gli dei ricchi la stessa possibilità di istruzione. Per quanto riguarda il lavoro invece, bisogna incentivare le aziende ad assumere giovani, preparati e qualifi cati, ad esempio concedendo un notevole abbassamento del cuneo fi scale per i primi 3 – 5 anni, alle aziende che assumono giovani al di sotto dei 30 anni.

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