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«Salvate la Parafarmacia di San Fedele,
è l'unico servizio che c'è»

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Articolo pubblicato il 14/10/2014 alle ore 11:00.
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L'interno della parafarmacia di San Fedele
E' mobilitazione generale, soprattutto tra i residenti di San Fedele, per cercare di salvare dalla chiusura la parafarmacia del quartiere che giovedì 27 ottobre, dopo tre anni e mezzo di attività (e oltre 11.400 clienti accertati) abbasserà la saracinesca per l'ultima volta. A lanciare l'sos alle istituzioni, in primis al sindaco Brignolo, sono stati i cittadini che in questi giorni hanno firmato le due petizioni, on line e cartacea, affinché l'amministrazione intervenga per garantire la continuità dell'esercizio commerciale.

Due sono le opzioni attualmente al vaglio della proprietà che, in questo momento, non può più sostenere i costi di gestione: attendere la pubblicazione della graduatoria regionale del concorso straordinario sull'apertura di nuove farmacie (tenuto conto che il quartiere San Fedele è stato identificato dal Comune come area destinata ad ospitarne una) oppure trasformare la parafarmacia in farmacia comunale, con un nuovo assetto societario secondo le normative vigenti. «Anche se ci sono alcuni farmacisti interessati ad investire nel negozio non sappiamo quando usciranno i risultati del bando nazionale ed è sicuro che l'attività chiuderà prima - spiega la dott.ssa Francesca Genco, titolare dell'esercizio - La trasformazione in farmacia comunale sarebbe più percorribile a nostro avviso e confidiamo che il sindaco avalli il progetto per salvare così uno dei pochissimi servizi presenti a San Fedele».

La parafarmacia, in effetti, vende le medicine (escluse alcune fasce di farmaci non di competenza) ma nel corso degli anni è diventata un vero centro d'ascolto per il quartiere (fornisce anche il wi-fi gratuito fuori dall'area di vendita e le telecamere di controllo sono usate per arginare fenomeni di microcriminalità). Inoltre per molti abitanti, soprattutto i più anziani, la dott.ssa Genco è una "problem solving" cui fare affidamento in caso di urgenza. «L'attività è sicuramente utile - commenta Luigi Sposato portavoce del Comitato San Fedele - E, poiché siamo già penalizzati su tutti gli altri servizi, compreso il trasporto pubblico, perderla significherebbe un ulteriore impoverimento del quartiere e un disagio per pensionati o per chi non ha l'auto per spostarsi». Il sindaco Brignolo conferma che «sono in corso delle verifiche su cosa si possa fare per mantenere il servizio nel quartiere ma i tempi per trasformare l'attività in una farmacia comunale sono molto lunghi, si parla di mesi e non di settimane, e l'opzione ci pare poco fattibile considerata l'imminente chiusura».

I giorni, però, corrono veloci perché c'è tempo solo fino al 27 ottobre per impedire che San Fedele perda la parafarmacia: «Noi ci batteremo per questa attività nella quale abbiamo creduto e investito molto e perché si tratta di un servizio socialmente utile. Se per la farmacia comunale ci vogliono mesi, risalendo il primo contatto con l'amministrazione al 5 agosto, forse ci si poteva attivare prima. Il concorso, a detta del Ministero, finirà tra un anno circa, per un totale di due anni e mezzo di ritardo. Una cosa che il sindaco può fare - concludono dalla parafarmacia - è impedire, con una propria determina, la liberazione dei locali al 27 ottobre in quanto "esercizio di pubblico interesse" al servizio del quartiere. Questo è nei suoi poteri». Ma Brignolo replica: «Non credo sia tecnicamente possibile intervenire con un atto di quel tipo ma, in ogni caso, valuteremo attentamente le eventuali soluzioni».

Riccardo Santagati

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