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Ristampato il “Giornale” con la cronaca di Napoleone ad Asti

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Articolo pubblicato il 27/09/2016 alle ore 06:58.
Ristampato il “Giornale” con la cronaca di Napoleone ad Asti 3
Da sinistra Don Andina, Pia, Sacco, Nebiolo e Accomasso

La prima notizia è del 9 aprile 1776 e riporta notizie sul Giubileo indetto da Papa Pio VI. L’ultima viene annotata il 5 luglio 1819: “Sono già alcune sere che dalle ore 9 in poi si vede una cometa al nord”. In mezzo, 44 anni di cronaca quotidiana riportata fedelmente. È il celebre Giornale di Asti di Giuseppe Stefano Incisa, cappellano della Cattedrale che visse a cavallo tra XVII e XVIII secolo. Conservato nella Biblioteca del Seminario, sarà ora pubblicato per iniziativa della Società di Studi Astesi.

«L’idea di ristampare l’Incisa circola da almeno trent’anni - spiega Pippo Sacco, vicepresidente dell’associazione - finalmente riproporremo in stampa anastatica l’intera opera. Il piano editoriale è impegnativo, pubblicheremo complessivamente nove volumi da 700 pagine ciascuno: la prima uscita è prevista per novembre, poi proseguiremo con due volumi all’anno.» Ad appoggiare l’iniziativa editoriale è anche la Diocesi, che per voce del vicario Don Andina ha ringraziato l’associazione per aver riportato l’attenzione su questi archivi.

In un certo senso, Incisa è stato un vero giornalista. Nella sagrestia della Cattedrale riceveva più volte al giorno notizie su ciò che accadeva in città, cercava informazioni in giro, raccoglieva documenti. Con la sua calligrafia minuta e precisa stendeva cronache del Palio corso alla lunga, con tanto di orari, cori di giubilo e sfottò. Vivissimo il racconto della visita ad Asti di Napoleone, il 29 aprile 1805: “Ha statura mezzana, faccia giallastra ed abbronzata, occhi sempre in moto che non pare tranquillo”. Gustosi i commenti ironici sulla moda, in particolare quella femminile, mentre lascia di stucco scoprire che appena sei giorni dopo la Presa della Bastiglia la notizia dei fatti di Parigi era già arrivata ad Asti.

Nel primo volume troveranno posto anche inquadramenti storici a cura di Debora Ferro, Ezio Claudio Pia, Blythe Alice Raviola, che approfondiranno la figura dell’Incisa e il periodo storico in cui visse. Quasi un’opera a sè stante sarà il glossario curato da Daniela Nebiolo: «Raccoglierà un vasto repertorio di termini, nomi e luoghi ormai scomparsi - anticipa - tutti riferimenti non immediati per il lettore di oggi. Il Giornale di Asti consente di immergersi nella vita di allora, Giuseppe Stefano Incisa era un uomo colto ma la sua scrittura era influenzata dal linguaggio comune dell’epoca». Ma la riproduzione dei testi del “Giornale” non sarebbe completa senza l’immenso apparato iconografico di cui lo stesso Incisa era autore.

Oltre ai nove volumi, la Società di Studi Astesi distribuirà un archivio elettronico contenente oltre mille documenti. Si tratta di sonetti, volantini, illustrazioni, tutti riprodotti in digitale dal fotografo Bruno Accomasso. «Dentro c’è di tutto - racconta - dalla corsa degli asini di Quarto a tesi teologiche, ma anche sentenze di morte e descrizioni di supplizi che fanno rabbrividire.»

I volumi saranno in vendita a 50 euro l’uno, ma per quest’ambiziosa iniziativa l’associazione ha chiesto una mano a tutti gli astigiani, invitandoli a prenotare le loro copie. Chi ha prenotato pagherà soltanto 40 euro e il suo nome apparirà tra i ringraziamenti in calce al volume. È sufficiente versare l’importo sul conto corrente 26796/1 dell’Agenzia 6 della Cr Asti, oppure scrivere a info@studiastesi.it.

Enrico Panirossi

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