Scuola media Brofferio - Martiri
Asti

Ragazzi stranieri e integrazione

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Articolo pubblicato il 02/12/2015 alle ore 12:11.
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Ragazzi stranieri e integrazione
In questi giorni abbiamo assistito a gravissimi episodi di terrorismo. A Parigi, esponenti di movimenti integralisti hanno ucciso soprattutto giovani nei normali luoghi di ritrovo: un bistrot, un teatro, uno stadio. I ragazzi uccisi appartengono a diverse nazionalità, provengono da diverse culture e professano varie religioni, cattolica, musulmana, ecc. Questo significa che i terroristi vogliono colpire un’intera generazione. In sostanza, vogliono privare, in particolare, la gioventù della libertà. Questa situazione contrasta profondamente con la realtà della nostra città di Asti, dove, a tutti i livelli, si propone il modello dell’integrazione, soprattutto scolastica.

Alcuni esempi: accoglienza per gli allievi delle scuole di tutti i gradi, dalla materna alla scuola superiore. Gli insegnanti predispongono corsi intensivi di lingua italiana per i ragazzi che provengono da altri Paesi; nelle scuole sono spesso presenti i mediatori culturali, che aiutano a risolvere eventuali problemi, in collegamento tra genitori ed insegnanti; presso alcune Parrocchie, sono organizzati doposcuola per bambini e ragazzi stranieri.

Anche in alcuni centri dell’Astigiano sono promosse iniziative per integrare i ragazzi; ad esempio, a Baldichieri, si è creato “Il bosco di tutti”, nell’ambito di un progetto di educazione ambientale ed integrazione. Alcune proposte: perché non creare a scuola dei momenti di festa, durante i quali tutti portano i cibi del loro Paese d’origine, offrendoli agli altri? Se si cominciasse dalla cucina, le distanze tra le persone ed i popoli diminuirebbero. Ancora meglio se si cucinasse insieme perché, dopo essere stati davanti ai fornelli, ci si dovrebbe mettere a tavola insieme per gustare il piatto e, in quel clima di festa, ci si potrebbe conoscere e non si sarebbe più estranei.

Bocco Gribaudi Sofia Brofferio classe II E

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