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Quella "tassa" della Biblioteca
è un ulteriore ostacolo alla cultura

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Articolo pubblicato il 02/01/2015 alle ore 17:18.
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L'interno della nuova biblioteca, la cui inaugurazione è prevista entro dicembre
Quando si è diffusa la notizia che, dalla nuova apertura, la Biblioteca astense, trasferitasi da poco nella nuova sede di Palazzo del Collegio in via Goltieri 3, avrebbe richiesto il simbolico pagamento di dieci euro per la tessera necessaria ora non solo per prendere in prestito i libri, ma anche per entrare nell'edificio, molti hanno mostrato il loro disappunto chi dicendo che non avrebbe più messo piede in biblioteca, chi dicendo di non avere più intenzione di leggere, chi confessando di aver sempre usato la tessera solo per avere un posto caldo dove stare senza avere la reale intenzione di leggere i libri.
La notizia ha certamente sconfortato gli studenti che hanno la necessità di accedere alla biblioteca non solo per studiare, ma anche per prendere in prestito i libri assegnati loro dagli insegnanti che spesso costano tanto e certe volte sono fuori catalogo e impossibili da trovare.
Coloro che usavano la biblioteca solo come luogo di ritrovo o come un buon posto dove ricaricare gratis il proprio telefono si indignano per questo costo incuranti del fatto che forse proprio loro sono la causa di questa tassa.
Il risultato, comunque, è uno solo: nessuno sembra molto contento di dover pagare questi dieci euro che più che un costo esagerato, sono un segno di quanto la cultura stia diventando sempre più una cosa per pochi.
Questi dieci euro, infatti, non sono una cifra esorbitante (anche se alcuni potrebbero veramente non poterseli permettere), ma sono un ulteriore ostacolo alla cultura che viene sempre messa in difficoltà e offre a coloro che già non si interessavano molto di potersi allontanare ancora di più dalla lettura.
«Credo che pagare per prendere in prestito i libri sia una cosa vergognosa. La biblioteca dovrebbe esistere proprio per permettere a chi non può permetterseli, i libri.
Pagare dieci euro limita molto e snatura l'idea stessa di biblioteca rendendola poco diversa da un qualsiasi negozio» dichiara un utente visibimente infastidito.
«Secondo me biosgna aspettare.
Per poter giudicare si deve vedere anche cosa la nuova biblioteca offre.
Forse ne vale veramente la pena» dichiara un altro.
Sembra quindi chiaro che molti pagheranno pur di non perdere questo servizio, dopottutto non si può fare diversamente.
Chi vuole prendere in prestito i libri dovrà pagare.
Certo, sarebbe meglio non far pagare gli studenti, ma visto che non si può fare, non resta che subire e pagare anche questo servizio che dovrebbe essere gratuito e aperto a tutti.

Denis Busuioc

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