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Quella giacca mi ha reso fiero di essere volontario

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Articolo pubblicato il 01/04/2015 alle ore 15:00.
Quella giacca mi ha reso fiero di essere volontario
All’inizio non ero pienamente convinto che mi avrebbe entusiasmato, sono stato attirato parte dalla curiosità e parte dal fatto che lo facessero già altri miei amici. Così sono andato in sede a ritirare la divisa e non ho fatto altro che portarla a casa e riporla nel mio armadio, assieme ai calzini e alle magliette estive. Poi, finalmente, è arrivato il giorno del mio primo servizio: ho preso in mano la divisa e me la sono diligentemente messa addosso; prima di uscire, sono passato per caso davanti allo specchio, dove il mio sguardo viene catturato.

Quella giacca scintillante mi ha fatto sentire fiero di essere un volontario della Croce Verde e quella targhetta con la scritta “milite” mi ha trasmesso una specie di scossa elettrica, una sensazione di empatia e di sicurezza mista a un tocco di soddisfazione si è diffusa nel mio corpo in breve tempo come la corrente si diffonde in un circuito.

Quel giorno sono andato in sede più appagato che mai. Più che la divisa, quello che mi ha fatto rallegrare è stata la consapevolezza di fare del bene, di regalare un sorriso anche alle persone più disagiate e di aiutare chi è in difficoltà a raggiungere importanti luoghi pubblici. Tutto questo con il compenso migliore che esista: un grazie o un abbraccio. I volontari... meravigliosa gente!

Marco Alpan

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