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Parto d’urgenza in casa per Adelaide

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Articolo pubblicato il 13/01/2018 alle ore 08:42.
Parto d’urgenza in casa per Adelaide 3
Matilda Alma Lupu con la figlia Adelaide

Dopo 30 anni di silenzio in una città che da tempo aveva perso il suo ospedale e il reparto di maternità, un vagito ha spezzato il sonno dei canellesi. In realtà, a buttare giù dal letto più di una famiglia sono state le due ambulanze che si sono precipitate nella notte sotto un palazzo di via Alba. Qui, martedì 9 gennaio verso le 5.15 del mattino è nata una bella bambina di 3, 230 kg. Un fagottino rosa che ha iniziato la propria esistenza in un modo un po' rocambolesco.

Mamma Matilda Alma Lupu, rumena di 38 anni e dipendente di una cantina canellese, ha rotto le acque verso le 4 del mattino circa. Il marito Jakjimovski Vence, macedone di 38 anni, per sicurezza ha voluto allertare i sanitari del 118 i quali, due volontari della Croce Rossa di Canelli e un infermiere, si sono recati subito sul posto. «Ero sorpresa, perché dalla visita medica del lunedì mi era stata confermata la scadenza del 17 gennaio. Inoltre, pensavamo di avere tempo, il travaglio della mia prima figlia era durato un giorno. Invece il tutto si è accelerato». Sì, perché all'arrivo dei tre sanitari è stato subito chiaro che la donna, pronta per partorire, non poteva più essere spostata.

«Tutti e tre erano visibilmente scioccati. Pensavano di dover effettuare solo un trasporto in ospedale. Erano impreparati– spiega con calma Matilda – Io e mio marito ci siamo guardati sgomenti. Poi per fortuna, quello che credo fosse l'infermiere ha preso la situazione in mano». Il ragazzo comincia a dare indicazioni e ordini ai due volontari Cri. Nel frattempo, viene inviata una seconda ambulanza con medico a bordo da Asti. Per telefono, la dottoressa spiega al coraggioso infermiere come comportarsi.

«Ero preoccupata ovviamente, non immaginavo di dover partorire in casa mia. In più temevo che l'altra figlia potesse svegliarsi e spaventarsi di fronte a quel trambusto. Ho anche cercato di non gridare per non spaventare i vicini». Nel giro di mezz'ora è venuta alla luce Adelaide Sebastiana. Madre e figlia sono poi state trasportate e ricoverate al Cardinal Massaia di Asti, entrambe stanno bene. Qui il primario dott. Maggiorino Barbero commenta: «Questo caso dimostra come quando, nel caso di una gravidanza regolare, essa possa concludersi serenamente in un parto naturale senza supporto ostetrico».

I parti in casa sono meno rari di quello che si può pensare. Dal reparto di Ostetricia e Ginecologia di Asti confermano che in media capitano uno o due casi l'anno in cui i bambini nascono al di fuori di una struttura ospedaliera. Piccola curiosità: la piccola Adelaide Sebastiana sarà forse l'unica bambina “millennials” che potrà vantare di avere come luogo di nascita “Canelli” sulla carta di identità.

Lucia Pignari

Tags: canelli

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