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O/Cava: troppi turnisti di notte
e scende la maggiorazione

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Articolo pubblicato il 04/03/2016 alle ore 11:30.
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L'ingresso della OCava di Ferrere
Il lavoro su tre turni e una riduzione percentuale della maggiorazione retributiva sul turno di notte, a seguito dell’applicazione del contratto nazionale, non va giù alla maggioranza degli operai O/Cava Meccanica Spa, fonderia di Ferrere specializzata nella produzione di componenti per veicoli industriali , che ha raccolto 103 firme da consegnare alla segreteria Fiom per chiedere le dimissioni delle RSU.. «Anziché continuare a dialogare con l’azienda, alcuni lavoratori, insieme al referente sindacale, hanno fatto il pugno duro senza avvisarci che, così facendo, avremmo rischiato di mettere fine all’accordo contrattuale interno economicamente più favorevole».

«Dei circa 250 lavoratori impiegati dallo stabilimento, solo una cinquantina erano quelli occupati in reparti operativi nelle ore notturne – spiegano i dipendenti – Si tratta di mansioni particolarmente pesanti e, per incentivare la disponibilità dei dipendenti a lavorare di notte, l’azienda aveva fissato una maggiorazione retributiva del 55%. Da qualche tempo però, con la prospettiva di vedersi aumentare il corrispettivo in busta paga, sono aumentate le richieste da parte dei dipendenti, prima impiegati solo nei turni diurni, di poter lavorare anche di notte. Comprendendo le richieste ma, allo stesso tempo, non volendo togliere nulla ai dipendenti che da trent’anni si rendono disponibili al lavoro notturno, l’azienda ha avanzato alcune proposte di variazione dei turni. A un paio di lavoratori - proseguono - non andava bene niente e così, accompagnati dal referente sindacale Giuseppe Morabito (Fiom-Cgil), hanno presentato un’interrogazione allo Spresal sugli orari di lavoro. L’azienda, per evitare qualunque problema, ha deciso di lasciar decadere gli accordi interni e di applicare il contratto nazionale con lavoro su tre turni e maggiorazione retributiva per il lavoro notturno al 35% anziché al 55%, vale a dire 200 euro in meno al mese in busta».

Tra stipendi ridotti e uno stravolgimento dei turni, i lavoratori O-Cava puntano il dito contro il sindacato: «Non ci hanno messo al corrente di cosa andavamo incontro e l’unica ad averci guadagnato è l’azienda, che risparmia sulle maggiorazioni retributive». «La percentuale di maggiorazione retributiva non è ancora stata definita. Detto ciò – risponde Morabito - abbiamo tentato per tutto il 2015 di trovare un accordo con l’azienda che, da tempo, aveva espresso l’intenzione di cambiare la turnazione con particolare riferimento alla notte fissa. Non siamo giunti a un punto di incontro e, unilateralmente, l’azienda ha deciso di applicare, dallo scorso aprile, una turnazione anomala che prevedeva, per alcuni, tre mesi di lavoro notturno e uno di lavoro diurno. Da lì il contenzioso sfociato con una raccolta firme da parte di un gruppo di lavoratori per l’insostenibilità della nuova turnazione, e la nostra richiesta di parere allo Spresal che ha dichiarato sia la recente turnazione sia la notte fissa non conformi alla nuova normativa».

«A volte, purtroppo, - conclude Morabito - quando si vanno a difendere dei diritti, quelli che potrebbero essere stati, per alcuni, accordi di maggiore favore, vengono recisi dalle novità normative. A tal proposito, va precisato che l’accordo siglato nel ‘92 è precedente di due anni il D.Lgs 626 in materia di sicurezza sul lavoro».

Marzia Barosso

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