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Nuvolosità irregolare fino a lunedì, domenica sole

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Articolo pubblicato il 23/09/2016 alle ore 11:49.
Nuvolosità irregolare fino a lunedì, domenica sole 2
Mercoledì 28 settembre: nella difficile previsione a 5 giorni è probabile una rimonta dell’Anticiclone delle Azzorre che avrebbe i suoi effetti maggiori, in termini di temperature, sul Nord-Italia

Evoluzione del quadro meteorologico europeo: 23-29 settembre

Nuove condizioni di alta pressione si sono instaurate sull’area mediterranea, tuttavia rimane una circolazione d’aria umida nei bassi strati sulle regioni settentrionali che è causa di nuvolosità irregolare sul Nord-Ovest fino a sabato. Migliora temporaneamente domenica e la giornata risulterà mite, un nuovo aumento della nuvolosità è lecito aspettarsi nella giornata di lunedì quando tra il pomeriggio e la sera non mancherà qualche precipitazione sulle zone alpine e pedemontane. Tra mercoledì e giovedì i principali modelli matematici sono concordi nel vedere l’affacciarsi dell’Anticiclone delle Azzorre sul Mediterraneo Occidentale e porterà tempo soleggiato e caldo con valori prossimi ai 30°C.

Previsioni per i prossimi giorni su Asti e provincia

Venerdì 23: molte nubi al mattino alle quali seguiranno ampie schiarite nel pomeriggio; precipitazioni assenti. Estremi per Asti: +15°C/+23°C

Sabato 24: cielo nuvoloso al mattino, più soleggiato al pomeriggio; precipitazioni assenti. Estremi per Asti: +14/+24°C

Domenica 25: generalmente soleggiato con cielo tutt’al più poco nuvoloso; giornata mite durante le ore pomeridiane. Precipitazioni assenti. Estremi per Asti: +13/+25°C

Lunedì 26: cielo generalmente parzialmente nuvoloso, aumento della nuvolosità in giornata; non si esclude qualche piovasco di passaggio in serata. Estremi per Asti: +14/+24°C

Per maggiori informazioni e previsioni più nel dettaglio vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti di queste ultime con cadenza giornaliera, le trovate cliccando qui.

Didattica meteo: il clima tra Settecento ed Ottocento descritto nel Giornale di Asti

Il clima tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell'Ottocento differiva sensibilmente da quello a cui siamo abituati oggi nel XXI secolo. Siamo sul finire di quella che viene definita dagli studiosi del clima come la Piccola Età Glaciale (PEG) riconducibile ad un periodo compreso tra il 1450 ed il 1850 i cui effetti maggiori si sono riscontrati in Europa. Questo arco di tempo successivo al Periodo Caldo Medioevale (periodo molto mite paragonabile al clima del XX secolo) è stato caratterizzato da una recrudescenza delle condizioni climatiche che ha portato ad un sensibile abbassamento delle temperature causa dell'avanzamento dei ghiacciai che nell'area alpina hanno raggiunto il culmine intorno a metà dell'Ottocento.


Lo spettacolare ritiro del ghiacciaio Prè de Bar (Val Ferret, AO) in poco più di un secolo. La riduzione è evidente anche solo tra il 2005 ed il 2012 a confermare il continuo aumento termico divenuto ancor più intenso negli ultimi anni. Esempi come questo ce ne sono a centinaia sull'arco alpino

Ad Asti, il cui clima è rappresentativo di gran parte della Pianura Padana, gli inverni di allora erano più lunghi e freddi con la prima neve che di norma si vedeva nell'ultima decade di novembre ma non di rado si presentava anche prima con un unico caso ad ottobre nel 1786 quando caddero circa 15 cm il 31 del mese; l'ultima cadeva spesso a marzo inoltrato, ma diversi sono gli episodi in aprile (il più tardivo il 26 aprile 1796). Le estati al contrario erano più fresche e sopportabili, infatti nonostante di norma le temperature superassero i 30°C, di rado varcavano la soglia dei 35°C che oggi sembrano diventati la normalità estiva per molte località della Pianura Padana.

Con l'aumento delle temperature in questi due secoli è diminuita di pari passo la quantità della neve nella stagione invernale, ciò è ancor più evidente in grandi città come Milano e Torino dove si è sviluppata un'urbanizzazione intensa causa dell'isola di calore che caratterizza questi centri la cui temperatura tende ad essere più elevata rispetto alle zone limitrofe. La neve cadendo con più frequenza ed in misura maggiore andava a formare un manto che poteva resistere anche per gran parte dell'inverno tra le strade della città mantenuto dalle temperature rigide che non di rado scendevano al di sotto dei -10/-15°C.

Un elemento che ancor meglio ci fa capire il clima di allora è la testimonianza di Incisa riguardo al Tanaro ghiacciato e percorribile per alcuni brevi periodi nel cuore della stagione invernale, evento che non si verifica più probabilmente da oltre un secolo. Il 13 gennaio 1777 Incisa annota: “Si dice che sul tanaro ghiacciato sianvi passati (…) carri. La gente vi passa comodamente”.

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