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Medici scarcerati chiedono il reintegro

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Articolo pubblicato il 03/08/2016 alle ore 05:58.
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Medici scarcerati chiedono il reintegro

A due settimane dallo scandalo che ha travolto il reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Asti con quattro dei suoi medici arrestati insieme ad un’infermiera per sottrazione di materiale sanitario, ferri chirurgici e farmaci oltre che per visite non autorizzate nei locali degli ambulatori, gli indagati potrebbero tornare presto al loro lavoro.

Tutto discende dalla decisione del gip Giannone che, dopo il primo giro di interrogatori, ha deciso di revocare la misura restrittiva degli arresti domiciliari per tutti, lasciando solo l’obbligo di firma bisettimanale per i dottori Briatore, Faro e Roggero. Libertà piena per l’infermiera Stefana Testa, per il dottor Alberto Costanzo e nessuna sospensione di professione per un’altra infermiera, Sabrina Baglieri, nonostante la richiesta del pm Masia.

Da venerdì, dunque, tutti scarcerati e da ieri, lunedì, sono rientrati nell’Ordine dei Medici di Asti il quale, secondo statuto, aveva provveduto a sospenderli fino al permanere del loro regime di arresti domiciliari. Anche se verrà aperto comunque un fascicolo disciplinare interno che rimarrà in vigore fino alla conclusione delle indagini della Procura.

Revocata la sospensione dall’Ordine, ora tocca all’Asl decidere se farli rientrare a lavorare in corsia.

Nei giorni scorsi la direzione aveva annunciato di aver provveduto all’assunzione in via di urgenza, di due specialisti necessari per garantire il regolare funzionamento dell’attività del reparto, rimasto pressochè scoperto visto che i medici indagati sono stati quattro su sei in organico.

L’ufficio legale dell’Asl fa sapere che se l’Ordine dei Medici ha proceduto con la revoca della sospensione, anche l’azienda sanitaria potrebbe seguire la stessa strada.

Già nella giornata di ieri, ad esempio, l’infermiera Testa si è recata in direzione per reclamare il suo reintegro in reparto.

Soddisfatti tutti gli avvocati che hanno assistito medici ed infermiere durante gli interrogatori: Leuzzi e Mirate per la Testa, Florio per la Baglieri, Lombardi e Calosso per Roggero, l’omonimo studio legale di Milano per Briatore, Anzalone per Costanzo, Lattanzio per Faro.

Tutti, soprattutto alla luce del ridimensionamento della vicenda dopo l’ascolto delle varie spiegazioni date dagli indagati (tutti hanno risposto alle domande e il solo Roggero si è avvalso della facoltà di non rispondere in merito alle visite non autorizzate) puntano il dito sulla sovraesposizione mediatica data alla vicenda.

di Daniela Peira

Tags: Asl,inchiesta furti

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