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Lettera di Paolo Bagnadentro: «L'ospedale? La nostra vera grande bellezza»

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Articolo pubblicato il 09/01/2015 alle ore 12:40.
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Paolo Bagnadentro
«Esercitare un'azione giudiziaria nei confronti di un provvedimento incomprensibile ed illogico non è una dichiarazione di guerra, bensì costituisce l'esercizio di un diritto, che obbliga la Pubblica Amministrazione ad essere imparziale anche se parte in un processo e a non assumere ritorsivi atteggiamenti di chiusura». Così l'avvocato Paolo Bagnadentro, presidente di Asp, commenta le recenti dichiarazioni di Chiamparino sulla impossibilità di fare accordi con i Comuni che ricorreranno al TAR contro i tagli alla Sanità. Bagnadentro, recentemente colpito da infarto, racconta la propria esperienza all'ospedale e l'importanza di mantenere tutti i reparti presenti. Intanto oggi, venerdì 9, dalle 16 alle 19 al Massaia ci sarà un nuovo evento pubblico per rbadire la contrarietà ai tagli previsti dalla delibera regionale. In programma interventi e testimonianze a favore dei reparti a rischio, letture di brani da "Il canto degli alberi" di Hermann Hesse, racconti di medici e pazienti, interventi più istituzionali di sindaci, del presidente della Provincia e del vescovo Ravinale. All'evento si potrà poi firmare la sottoscrizione (già raccolte oltre 20.000 adesioni) a difesa dei servizi ospedalieri. Tutti i cittadini sono invitati.
Di seguito il testo della lettera.

Se mai vi capitasse, come è capitato a me, di essere colpiti da infarto e di riuscire ad arrivare vivi in Ospedale, Asti sarà il posto migliore che avranno scelto le vostre coronarie per ostruirsi. Verrete immediatamente circondati dai medici e dagli infermieri del Pronto Soccorso che con la precisione e la velocità dei tecnici della Ferrari in un cambio gomme, vi praticheranno le prime cure: quelle necessarie e tenervi in vita sino alla sala operatoria, dove vi risusciteranno con un intervento di angioplastica, praticato inserendo un catetere attraverso l'arteria femorale fino a raggiungere l'ostruzione coronarica, rimuoverla e collocarvi uno stent, un piccolo cilindro metallico, che terrà dilatata l'arteria. Detta così sembra semplice, ma non lo è. Ci vuole velocità, precisione, tecnica, decisione. Il Dr. Primiano Lombardi, il medico che mi ha salvato, al mio ringraziamento, risponde come un centravanti che abbia appena segnato tre gol: il merito non è mio, è di tutta la squadra. E forse ha ragione, perché nei dieci giorni trascorsi all'Unità di Terapia Intensiva Coronarica ho avuto modo di constatare tutta la passione, la dedizione, l'attenzione e la competenza del duro e incessante lavoro, svolto peraltro in carenza di organico, da tutto il personale (medici, infermieri e OS) nei confronti di tutti pazienti: un'assistenza non soltanto medica, ma anche psicologica, che mi ha permesso, a stretto contatto con altri ammalati in un unico grande stanzone, di vivere un'esperienza umana indimenticabile: quella della compassione, ovvero, letteralmente, del "patire insieme". Mi è impossibile elencare tutte le persone che mi hanno curato e accudito: lo faccio attraverso il loro eccezionale primario, Marco Scaglione, uno al quale ogni tanto fanno prendere un aereo di urgenza per andare a salvare qualche vita in giro per l'Italia, degno erede dei grandi primari della scuola astigiana di cardiologia Aris D'Anelli e Fiorenzo Gaita.
Non ce ne rendiamo conto fino a quando non ci capitiamo per problemi seri, ma il nostro Ospedale rappresenta la nostra vera Grande Bellezza, un'eccellenza assoluta che gli astigiani devono difendere con ogni strumento lecito possibile.
Durante la mia degenza, che è coincisa con l'annunciato taglio dei dodici reparti da parte della Regione, ho visto prestare consulenza agli ospiti della divisione cardiologica chirurghi vascolari, dietologi, infettivologi, chirurghi maxillo facciali, radiologi, perché spesso i problemi di salute si sommano e richiedono plurime competenze ed è allora evidente che il taglio dei servizi andrà a penalizzare l'intero sistema e anche quei reparti non soggetti al riordino regionale. Stimo Chiamparino e Saitta come due persone intelligenti e sensibili, ma l'avvertimento del Presidente della Regione ("non trattiamo con chi fa ricorso", "a la guerre come a la guerre") all'iniziativa di un ricorso al TAR da parte del Comune, è suonato stonato.
I cittadini hanno il diritto di capire, di confrontarsi e anche di protestare, con ogni mezzo lecito loro a disposizione, ricorsi compresi, le istituzioni hanno il dovere di informare, cercare condivisioni, ascoltare e, se si rendono conto di avere sbagliato, di cambiare rotta e provvedimenti: esercitare un'azione giudiziaria nei confronti di un provvedimento incomprensibile ed illogico non è una dichiarazione di guerra, bensì costituisce l'esercizio di un diritto, che obbliga la Pubblica Amministrazione ad essere imparziale anche se parte in un processo e a non assumere ritorsivi atteggiamenti di chiusura, ma a riflettere nel merito se i contenuti della protesta siano o no pertinenti, al di là di quella che sarà la sorte del processo. E ancor più della carta bollata la Regione dovrebbe pesare le 22.0000 firme raccolte in pochi giorni sotto una petizione e se non saranno sufficienti argomenti logici ed economici, occorrerà un'imponente e civile mobilitazione di tutti noi astigiani, pronti a condurre la nostra protesta e le nostre persone a Torino in Piazza Castello, per ribadire che la salute è un bene non barattabile con nessun altro.

Paolo Bagnadentro

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