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L’area ex Riccadonna cambia volto
Accoglierà case, uffici e negozi

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Articolo pubblicato il 23/02/2016 alle ore 07:00.
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Il rendering del progetto di riconversione dell’area ex Riccadonna
E’ l’intervento destinato a cambiare in modo significativo l’assetto urbanistico cittadino, riconvertendo un grande complesso industriale in spazi abitativi e di socializzazione. La Sabevis srl, società con sede a Torino, ha presentato in Comune il progetto di riqualificazione dell’ex complesso Riccadonna. Un’area di oltre 30 mila metri quadrati che lo Studio Orione, progettisti di Acqui Terme, con i consulenti della Mellano Associati hanno ridisegnato modificando radicalmente l’originaria struttura. Spariranno i capannoni dai quali, tra gli Anni ‘50 e ’90, sono usciti milioni di President Reserve, Asti e vermouth per lasciare spazio a palazzine, vialetti, aree verdi, luoghi di aggregazione, servizi e parcheggi. «Un intervento, il primo di tale portata nel sud astigiano, che andrà a caratterizzare sostanzialmente il volto di Canelli del domani, ripensando il concetto di città fruibile nel suo insieme e capace di offrire enormi opportunità in tutti i settori soprattutto se letti in chiave Unesco» commenta il sindaco Marco Gabusi.

Percorso non breve né facile quello compiuto dalla proprietà che, negli anni, ha proposto più soluzioni per l’ex stabilimento. Lo start up a metà del primo decennio del Duemila quando l’attenzione degli urbanisti si focalizza sulle aree cosiddette “DR”, i complessi industriali dismessi (oltre alla Riccadonna anche l’ex Sugherificio Careddu in via Buenos Aires). Enormi contenitori vuoti nel centro dell’agglomerato urbano, abbandonati a se stessi con un futuro incerto e da reinventare. Le prime proposte fanno arricciare il naso, dalle torri di 15 piani agli outlet scarsamente plausibili. Nel 2014 la variante al Piano regolatore “ripensa” lo sviluppo cittadino lungo le direttrici ambientale, della qualità del paesaggio urbano e la curva demografica. Il modello che emerge è una visione integrata nella quale il consumo urbanistico-abitativo si compendia con la sostenibilità del territorio, l’esigenza di socializzazione e i servizi. Obiettivo, come si legge nella relazione presentata a Palazzo Anfossi, «creare una nuova polarità vicino al centro della città ricucendo il tessuto urbano attraverso la creazione di spazi e percorsi di carattere pubblico».

Il progetto. L’intervento prevede la demolizione degli attuali edifici industriali lasciando inalterata la “torre dell’Aquila”, sulla quale campeggia il simbolo e memoria storica della maison enologica, riconvertita in unità abitativa. L’area verrà divisa in due livelli, dal piano strada verso il fiume collegati da un percorso pedonale. Suggestiva, in questa dislocazione sfalsata, la realizzazione di due grandi piazze: la “piazza alta”, sulla quale si affacciano gli esercizi commerciali, legata alla “piazza bassa” attraverso una monumentale scalinata disposta ad anfiteatro che potrà essere utilizzata per spettacoli e eventi all’aperto. Edifici a tre o quattro piani, realizzati nell’area nord, costituiscono le unità abitative mentre un grande edificato, che chiuderà la parte sud, sarà destinato ad attività commerciali, uffici e in parte al residenziale. Un borgo capace di accogliere, a pieno regime, 675 abitanti. Edifici messi in relazione tra loro, da via Riccadonna a via dei Prati, attraverso un parcheggio interrato a due piani e un percorso protetto attraverso scalinate verso le due “piazze pubbliche”.

Un nucleo, nella parte sud ovest, è destinato ad ospitare strutture turistico-alberghiere, terziario e commerciali unite alle cantine storiche ancora presenti nel sottosuolo e che verranno recuperate e rese fruibili. Nella parte a nord ovest, invece, nascerà il polmone verde con alberi, vialetti e un parcheggio per chi giungerà da via dei Prati. Singolare la disposizione a raggera dei nuovi edifici dalla quale è scaturito il disegno delle aree pubbliche, dei collegamenti e del sistema delle due piazze tra loro complementari e sinergiche.

Infine la viabilità, con due rotatorie ed una nuova strada di collegamento tra le vie Riccadonna e dei Prati. La prima rotonda verrà realizzata alla confluenza tra via Cassinasco e via Riccadonna e indirizzerà il traffico verso il quartiere attraverso la nuova via. velocizzando l’immissione del traffico proveniente da via Cassinasco. La seconda nascerà su via dei Prati veicolando il flusso di auto in uscita verso via Riccadonna. Una pista ciclabile, in autobloccante, e un parcheggio coperto faranno da complemento alle opere pubbliche.

Giovanni Vassallo

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