Economia e lavoro
Canelli e sud

La strada del vino punta sulla ciclabile

Difficile per il momento individuare il tracciato della pista, anche se esiste una prima ipotesi

Stampa Home
Articolo pubblicato il 21/04/2016 alle ore 06:59.
La strada del vino punta sulla ciclabile 3
(Foto di repertorio)

Una pista ciclabile lunga 55 km, a cavallo di due province, da Castelnuovo Belbo fino a Neive passando per Nizza Monferrato, Canelli e Moasca, nel cuore del patrimonio Unesco. E’ quanto si propone di fare l’associazione “Astesana – Strade del Vino” aderendo ad un bando regionale per l’erogazione di fondi europei mirati alla realizzazione di piste ciclabili. La domanda è stata presentata a marzo e ora il Presidente di Astesana Stefano Chiarlo tiene le dita incrociate: «Siamo in attesa di un responso da Torino. Se positivo, si tratterà di capire quante risorse saranno destinate al progetto e poi partirà lo studio di fattibilità per individuare il tracciato dove potrebbe sorgere la pista ciclabile».

La notizia è stata comunicata lunedì sera nel corso di una conferenza stampa nel Castello di Moasca. L’associazione, che in provincia riunisce 220 soci tra cantine, wine bar, ristoranti, enoteche e agriturismi, si pone il compito di fare rete tra gli attori economici, di puntare alla valorizzazione del territorio e alla promozione turistica. Facile dunque capire perché Astesana si sia interessata a questo tipo di bando regionale. «Abbiamo preso spunto dai progetti delle piste realizzate in Trentino e Toscana. Uno studio ha dimostrato come l’attrattiva turistica di un territorio con infrastrutture come questa sia elevata e che ogni chilometro di pista ciclabile generi intorno ai 300 mila euro di giro d’affari. E’ un’occasione che non possiamo perdere» continua Chiarlo.

Ad aver sottoposto all’attenzione di Astesana il progetto è stato Bruno Ciocca, socio dell’associazione e da novembre si è lavorato per mettere d’accordo tutti i 18 sindaci dei comuni in cui dovrà passare la pista. «Non dimentichiamo che la pista ciclabile passerà in cinque comuni inseriti nella core zone Unesco – specifica Chiarlo – ovviamente nella progettazione verranno presi tutti i riguardi del caso, per salvaguardare il paesaggio». Difficile per il momento individuare il tracciato della pista, dunque, anche se l’ipotesi di ricalcare un tratto della ferrovia Alessandria – Castagnole non sembra scartata.

Chiarlo però tiene a precisare: «Ci affideremo allo studio di fattibilità e con i sindaci valuteremo, caso per caso, quale sarà la migliore strategia da adottare nell’interesse del territorio e dei suoi cittadini». Nel corso della serata, il Presidente ha poi confermato che il progetto “Big Benches”, le grandi panchine colorate collocate nei punti panoramici del Sud Astigiano prosegue. Altre quattro, grandi panchine saranno infatti donate ai comuni di Fontanile, Moasca, Canelli e Loazzolo così da far rete con gli itinerari del Parco culturale La Court di Castelnuovo Calcea.

Lucia Pignari

Cronaca

Attualità

Salute e Green

Economia e lavoro

Eventi e Weekend

Sport