Scuola media Brofferio - Martiri
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La scuola oltre le mura

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Articolo pubblicato il 17/02/2016 alle ore 12:36.
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La scuola media Brofferio
L’edificio dall’aspetto quasi austero che oggi ospita la nostra scuola nasconde una lunga storia. E’ nato nel 1932, su progetto dell’architetto Fagnoni di Firenze, per ospitare la nuova sede dell’Orfanotrofio Vittorio Alfieri che, dalla fine della Prima Guerra Mondiale, accoglieva i tanti bambini rimasti orfani nell’astigiano. La vecchia sede di Via Vigna non era più in grado di ospitare il continuo aumento del numero dei ragazzi, perciò si era reso necessario costruire un edificio adatto alle necessità. Il luogo dove ora sorge è stato scelto per la sua posizione soleggiata, ritenuta salubre e adatta ad ospitare aule e dormitori per gli sfortunati bambini. E’ stato il primo istituto per l’accoglienza e l’istruzione dei ragazzi a sorgere oltre le mura di Via Giobert.

La costruzione comprendeva, oltre ai dormitori per circa 50-60 ragazzi e per gli insegnanti, completi di servizi, una grande aula scolastica per i più piccoli, una sala studio per i più grandi con biblioteca, l’alloggio del direttore e la portineria. C’erano anche la lavanderia, l’infermeria, il parlatorio, il refettorio, la cucina e una dispensa completa di ghiacciaia. In seguito allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale l’edificio è stato requisito dall’Ospedale Militare di Torino e successivamente occupato dalle truppe tedesche. Quando è stato riconsegnato all’Orfanotrofio, nel 1945, sono iniziati alcuni lavori di modifica e altri ne sono seguiti negli anni successivi.

Nel 1979 è stato ampliato per meglio ospitare gli studenti della Scuola Elementare V. Alfieri, che funzionava dal 1976. Successivamente una parte del fabbricato ha accolto un centro per la formazione professionale di giovani disabili. Dal 1987 ospita la nostra Scuola Media A. Brofferio, che prima si trovava in Via Carducci e dopo alcuni anni vi è stato aggiunto il locale palestra. Ultimo arrivato, nel 2009, è il nuovo orologio che sovrasta il portone d’ingresso. Se quel cortile e quei corridoi potessero parlare, chissà quante storie di ragazzi racconterebbero… e quante ancora ne racconteranno!

Viola Viarengo, classe 2°G , Scuola Media Angelo Brofferio

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