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"La sarta. Torino, 1942"
Noir tra Torino e Canelli
negli anni di guerra

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Articolo pubblicato il 07/12/2015 alle ore 12:13.
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La Sarta - Roberto Gandus
«"Ti prego non farlo". Come risucchiata dalla paura, sempre camminando all'indietro e facendo di no con la testa, urtò lo spigolo della macchina da cucire, il foglio di giornale scivolò e scoprì il contenuto del recipiente». Inizia così, con la morte di Gemma Ferrero, il nuovo romanzo di Roberto Gandus, torinese che ha svolto e svolge diverse attività: architetto, pittore, autore di testi televisivi e sceneggiatore cinematografico.

"La sarta. Torino, 1942" è una storia coinvolgente, ambientata tra le vie, palazzi e negozi del centro storico di Torino, negli anni dell'Italia del Fascismo e della Seconda guerra mondiale e della memoria angosciante delle sofferenze e crudeltà inferte dalle leggi razziali. Il romanzo si legge in un soffio e accattivante è la scelta di un duplice piano di narrazione, sviluppato alternativamente in prima e in terza persona, per presentare due diverse vicende, negli stessi giorni e tra le stesse vie, che si incontrano, si intrecciano, fino al sorprendente finale. Protagonisti della storia sono un anziano commerciante ebreo, Samuele Cohen, e il suo negozio di stoffe e confezioni. Lo chiamano "L'ebreo" ed è il miglior indiziato per il commissario Mercatalli, figura assolutamente negativa e non del tutto estraneo alla vicenda. Gemma era la sarta a cui Cohen dava lavoro; e, alla sua morte, egli cerca di aiutare il figlio della donna, Oreste, giovane fascista scansafatiche. Intanto quest'ultimo, insieme all'amante, trama proprio contro Cohen. Ad accorgersene è Myriam, dolce e determinata figlia di Cohen.

E poi c'è la storia dell'amicizia di Fabio e Giorgio, due ragazzini che allevano colombi viaggiatori nella soffitta di casa ed entrambi custodi di un segreto. Fabio ci porta a Canelli, cittadina dell'Astigiano, e all'albergo "Villa Chiara", in cui Fabio e la mamma si rifugiano per sfuggire al pericolo dei bombardamenti su Torino. Un noir, "La sarta", in cui i personaggi sono ben delineati e l'ambientazione è resa con grande efficacia, tale da restituire in modo fedele la Torino di quegli anni terribili. Tradizione, coerenza, speranza e saggezza nella figura dell'anziano venditore di stoffe, che, insieme al suo negozio, ricorda in qualche modo il vecchio Sempere e la sua libreria dell'appassionante romanzo di Carlos Ruiz Zafón "L'ombra del vento".

La sarta. Torino, 1942 – di Roberto Gandus
Fratelli Frilli Editori
Anno 2015, 156 pagine
Libro euro 9,90

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