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La rimpatriata

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Articolo pubblicato il 20/07/2017 alle ore 17:26.
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La rimpatriata

Un caldo pomeriggio d’estate, in un paesino sui monti in Piemonte al confine con la Liguria, meta delle vacanze per tanti genovesi. Tre ragazzini decidono di rinfrescarsi con un gelato e si avviano «verso l’unico negozio di alimentari del paese». «I tre formarono un corteo silenzioso che attraversò la piazza del paese diretto verso la tenda del negozio che si trovava proprio di fronte alla chiesa. Il percorso era lungo poco più di un centinaio di metri, ma alle due del pomeriggio del 24 luglio non c’era modo di percorrerlo all’ombra». Siamo nel 2001, sono i giorni del G8 di Genova, che faranno da cornice al mistero e alle riflessioni che accompagnano “La rimpatriata” di tre amici d’infanzia. È il nuovo romanzo di Federico Codevilla e Gian Luca Porcile (Europa Edizioni, ottobre 2016), un noir che ci trasporta in una girandola di emozioni e sensazioni, quelle che hanno il sapore degli anni dell’adolescenza, le amicizie, le vacanze, i sentori della natura e il canto dei grilli, ma anche le speranze che colorano la gioventù, luminosa e promettente, e i sogni che a volte si infrangono. «Facciamo a chi fa prima al Fortino?». Una gara in bicicletta tra la campagna, il caldo, la fatica, il sudore. Un’atmosfera così suggestiva e così intensa, che ci fa tornare in mente l’indimenticabile Michele di Ammaniti e la sua “Scassona” in “Io non ho paura”.

Qui però siamo ad Ortesio e i tre ragazzini devono raggiungere il Fortino e la Casa dei fantasmi: ma Stefano si accorge di qualcosa di strano in quella puzza di letame che si sparge nell’aria, aveva «una nota dolciastra, nauseabonda». «Più si avvicinava più doveva agitare le braccia per scacciare le mosche. Nel fosso vide una bicicletta, piuttosto malridotta. Un paio di topi si allontanarono sguazzando nell’acqua del fosso, messi in fuga dai suoi passi. Allora si fermò e osservò meglio». Era il cadavere di un uomo, molto malconcio, quasi irriconoscibile. È il mistero che rappresenta il perno del noir di Codevilla e Porcile, per dipanare il quale tre amici d’infanzia affronteranno non pochi pericoli nell’intento di chiarire dubbi, incongruenze e incertezze, che sembrano riguardare proprio la morte di un loro amico, per un incidente che assume toni oscuri. Un alone di mistero avvolge anche alcuni dei personaggi del romanzo: una nebbia che in qualche punto non si dirada, ad indicare, forse, come spesso nella vita non tutto trova definizione e soluzione. Uno stile scorrevole, piacevole, in cui si alternano situazioni tragiche, drammatiche e di tensione e situazioni paradossali e comiche, davvero spassose. La lettura è dunque assai godibile. Numerose le citazioni che si possono scorgere nel romanzo, tratte in particolare dal mondo del cinema, ma anche dal mondo letterario. Un testo corale, in cui i vari personaggi diventano protagonisti, attraverso tante sfaccettature, in cui ci si può a tratti riconoscere. Il G8, l’11 settembre, la crisi economica.

I tre amici crescono, trascorrono cinque anni e si ritrovano: c’è affetto, voglia di rivedersi, ma anche nostalgia per una fase della vita in cui tutto prometteva successo, a fronte di un presente carico di frustrazione, per le certezze venute meno e i sogni infranti. I tre amici continuano a chiamarsi l’un l’altro con i nomignoli che avevano inventato da ragazzini e a canzonarsi a vicenda, fino agli amichevoli e consueti insulti che si scambiano, quasi a voler rimanere ancorati a quel passato che tanta gioia aveva dato loro. Ma con il pensiero sempre rivolto al loro “amico T.”, che era scomparso in quell’incidente stradale. Era lui il leader del gruppo e continua ancora ad “animarli”, nonostante la sua assenza-presenza e nonostante il passare del tempo. Tanti i temi di interesse del romanzo, così come interessante è anche la struttura del romanzo, in cui ogni capitolo è scandito da una data e comprende due sottocapitoli, che raccontano due storie parallele; così come prologo ed epilogo incuriosiranno il lettore. Suggestive le descrizioni dell’ambiente del piccole paese, dei suoi abitanti e delle sue dinamiche; così come preciso diventa il muoversi tra le vie e gli scorci della città di Genova e dei vicini centri sulla costa. L’inquietante e tragicomico ritorno ad Ortesio per i tre amici riserverà un finale inaspettato.

La rimpatriata – di Federico Codevilla e Gian Luca Porcile

Europa Edizioni

Collana Edificare Universi

Anno 2016, 378 pagine

Libro € 15,90

Tags: giallografia

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